
[29/06/2010] News
FIRENZE. Sono stati selezionati da parte del Bureau direttivo dell'Ipcc gli 831 esperti che contribuiranno alla stesura del 5° Report di valutazione sui cambiamenti climatici. Il testo, che vedrà la luce come previsto intorno al 2013-2014, sarà redatto grazie all'opera congiunta di tre gruppi di lavoro (Working groups-Wg): il primo (258 esperti tra autori - lead authors, coordinatori- coordinating lead authors e revisori - revisors) centrerà la sua attività sulle ricerche inerenti alla fisica del sistema-clima e dei cambiamenti climatici, mentre il secondo Wg (302 esperti) si focalizzerà sul tema "vulnerabilità dei sistemi naturali e socio-economici, impatti dei cambiamenti climatici e opzioni di adattamento". La mitigazione del global warming sarà invece appannaggio del terzo gruppo di lavoro, composto da 271 studiosi.
Gli esperti italiani che prenderanno parte alla stesura del Rapporto saranno in tutto 15, provenienti da sette enti nazionali di ricerca climatologica e scientifica: di questi, 5 studiosi fanno riferimento al Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici (Cmcc - il principale referente italiano del panel Onu sulla ricerca climatica), tra cui Carlo Carraro, rettore dell'università di Venezia e direttore scientifico della fondazione Eni Enrico Mattei, e Riccardo Valentini, responsabile del progetto di studio Iament condotto dal Cmcc e dall'università della Tuscia. Dall'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna provengono invece, nell'ambito degli esperti compresi nella "lista" dell'Ipcc, Maria Cristina Facchini e Sandro Fuzzi.
Il processo di selezione è condotto attraverso una lunga serie di valutazioni, revisioni e contro-revisioni integrate tra diversi gruppi di lavoro, finalizzate a diminuire il più possibile gli elementi di arbitrarietà nella scelta a favore di nomine compiute in via condivisa, in sostanziale ottemperanza a quel principio di peer-reviewing che caratterizza le pubblicazioni di matrice scientifica. Accanto a fattori di merito, comunque, sono stati presi in considerazione, nella scelta degli autori, criteri di provenienza geografica (il 30% degli autori proviene da paesi considerati in via di sviluppo o ad economia in transizione) e di genere (il 25% sono autori di sesso femminile). Inoltre, particolare attenzione è stata posta al favorire l'ingresso di ricercatori giovani o comunque che non hanno preso parte ai precedenti rapporti, il cui numero supera il 60% del totale.
In realtà saranno circa 3000 i tecnici e gli esperti che "parteciperanno" in senso lato alla stesura del 5° Report Ipcc: gli 831 citati (che peraltro costituiscono un netto incremento rispetto ai 559 che hanno preso parte ai lavori per il 4° Rapporto) sono infatti il "nocciolo" centrale del gruppo di lavoro, mentre gli altri saranno nominati in corso d'opera e svolgeranno mansioni di consulenza su casi specifici.
Come già annunciato più volte da greenreport, e come ribadito dal presidente del Cmcc Antonio Navarra nella sua intervista dello scorso novembre (vedi link in fondo alla pagina), il quinto Rapporto concentrerà i suoi studi sugli impatti locali del cambiamento climatico, grazie all'utilizzo di modelli analitici e previsionali caratterizzati da un maggiore dettaglio spaziale rispetto a quelli utilizzati nei precedenti rapporti Ipcc. Anche se la stesura finale non vedrà la luce, come detto, prima del 2013-2014, comunque già nei prossimi anni saranno rese note al pubblico le prime valutazioni conseguenti al lavoro di "summa" e "riassunto" che l'ente Onu per la ricerca climatica svolge riprendendo e integrando studi condotti dai principali enti di ricerca scientifica e climatologica sparsi per il pianeta.