[29/06/2010] News

La crisi spinge il biologico: +7% nei primi sei mesi del 2010. E da luglio ecco il nuovo marchio Ue

LIVORNO. Nonostante la crisi, anche nella prima parte del 2010 gli acquisti dei prodotti biologici in Italia sono aumentati di oltre il 7% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Lo rileva FederBio in occasione dell'assemblea dei soci spiegando che la «crisi finanziaria ed economica internazionale sta inducendo un generale ripensamento sia del "sentimento" verso il ruolo dell'agricoltura e dell'alimentazione sia delle politiche agricole, ma soprattutto sta contribuendo a cambiare i comportamenti di consumo».

Inoltre «la sempre maggiore evidenza dei problemi legati al cambiamento climatico, la grave crisi dei redditi agricoli e il consolidarsi di una maggiore consapevolezza nei consumatori dei rischi di una alimentazione "sofisticata" rappresentano un riferimento non semplice per l'agricoltura convenzionale».

Un contesto che Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, così commenta: "Anche alla luce del recente cambio di ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, occorre definire strategie ed azioni per riposizionare il nostro settore da nicchia antagonista a soluzione alternativa, per rilanciare un'intera economia agricola ed alimentare in crisi. Si tratta sicuramente di un'opportunità per la parte più giovane, innovativa ed imprenditoriale del comparto agricolo ed alimentare tradizionale, in un Paese come l'Italia che ha un contesto territoriale, ambientale, paesaggistico e culturale assai favorevole e naturalmente vocato. Ecco che è sempre più necessario sapersi confrontare con la dimensione reale e concreta dei molti aspetti del fare impresa oltre che con il mercato dei grandi numeri, avendo la capacità di tenere saldi i principi e marcate le differenze, ma senza temere l'innovazione e la dimensione globale dei mercati. Soprattutto a fronte di una crescita del mercato che è tuttavia caratterizzata da un calo del numero di aziende agricole, come dimostrano i dati al 31 dicembre 2009 forniti dagli Organismi di Controllo, e da un aumento in percentuale significativa, intorno al 50%, degli operatori della trasformazione e distribuzione: dati nettamente in contro tendenza rispetto alla Francia, con una crescita di quasi la metà, il 20%, e al resto dell'Europa».

Per FederBio, quindi, «appare necessario riflettere su un nuovo modello di relazioni con il mondo organizzato dell'agroalimentare nazionale, che possa riconoscere anche formalmente a FederBio il ruolo di soggetto interprofessionale di riferimento per il Settore, partendo dalle relazioni con le organizzazioni di rappresentanza degli agricoltori e della cooperazione agricola».

Inoltre, a fronte del ritiro della proposta di regolamento sul vino biologico, l'Assemblea ha deciso di avviare un'azione sia sul versante istituzionale che sul fronte degli accordi con altre associazioni di settore di alcuni Paesi europei (Francia, Germania e Austria) in quanto questa decisione penalizza fortemente l'Italia, principale produttore europeo.

Nel rafforzamento del sistema di relazioni della Federazione, assume particolare rilievo anche il rapporto con il sistema associativo e dei movimenti che operano sui temi coincidenti con gli scopi di FederBio, in particolare sul versante ambientalista e consumerista.
L'ampliamento della base sociale - spiega la Federazione - e il ruolo assunto dall'agricoltura biologica e biodinamica nelle nuove politiche dello sviluppo rurale, della salute e dell'ambiente rende necessario ampliare l'orizzonte delle relazioni, sia con i Ministeri di riferimento sia con gli Enti e con le Agenzie governative che ne costituiscono gli organismi operativi, con le Regioni e il Sistema Universitario. In tal senso, proseguirà il lavoro proficuo già avviato nel 2009, con particolare attenzione al Ministero dell'Ambiente ed alle agenzie governative, quali l'ENEA.

Per il 2010 viene rafforzata l'attività di internazionalizzazione del Biologico italiano, sulla base del lavoro svolto nel 2009 a valle della firma dell'accordo di settore per l'internazionalizzazione del comparto con il Ministero dello Sviluppo Economico e dell'intesa operativa con ICE, che si sta concretizzando negli Stati Uniti, in Brasile, in Egitto, in Medio Oriente, in Giappone e in Russia.

Da segnalare inoltre che dal primo luglio gli italiani potranno riconoscere i prodotti bio dal nuovo marchio: una Eurofoglia con 12 stelle bianche. Il fondo è verde brillante con al centro una cometa. Lo rende noto la Coldiretti ricordando l'entrata in vigore del regolamento Ue che introduce il logo con cui i consumatori potranno riconoscere le produzioni biologiche comunitarie. Il nuovo logo - dice la Coldiretti - è molto importante in Italia dove il biologico sviluppa un giro di affari di 3 mld.

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