
[01/07/2010] News
ROMA. Trivellare i mari italiani alla ricerca di petrolio è quanto di più preistorico possa esistere dal punto di vista energetico e rispetto ad incidenti sulle piattaforme petrolifere non esiste alcun livello di sicurezza come dimostra quello che è accaduto nel Golfo del Messico, dove non solo la sicurezza non ha funzionato ma, ancora oggi, non è stato individuato alcuna modalità di intervento per arginare i danni. Chiedo quindi una immediata moratoria alle trivellazioni nei mari italiani.
E' inutile che il nostro governo dichiari che le società italiane hanno elevatissimi standard di sicurezza: per incidenti come quello del golfo del Messico non ci sono rimedi - continua il leader ecologista -. Un incidente simile nei mari italiani potrebbe distruggere per decine e decine di anni la biodiversità delle nostre aree marine protette, la pesca, il turismo.
Per questa ragione il divieto di trivellazione entro cinque miglia dalla costa del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, tra l'altro attaccato sia dal sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Stefano Saglia e dal presidente di Confindustria energia Pasquale De Vita è semplicemente ridicolo. Come insegna il disastro della piattaforma Bp un incidente su una piattaforma petrolifera non conosce limiti di miglia: nel golfo del Messico il petrolio è arrivato a centinai di miglia di distanza, altro che le 5 miglia del ministro Prestigiacomo.