[12/07/2010] News

Blitz Noe: rifiuti e fanghi smaltiti irregolarmente in 7 regioni (anche in Toscana)

FIRENZE. La storia dei rifiuti campani sembra, insieme a quel che succede a  L'Aquila, una delle partite date per chiuse ma che riemergono drammaticamente come un caso nazionale. Le indagini della procura di Santa Maria Capua Vetere e i diversi blitz effettuati oggi dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, hanno portato all'arresto di 14 persone tra Lazio, Campania, Marche, Umbria, Toscana, Puglia e Abruzzo e a sequestri di aziende.

Secondo Antonio Pergolizzi, coordinatore del settore ecomafia di Legambiente, «L'inchiesta  dimostra l'importanza delle intercettazioni quale strumento d'indagine. Dimostra anche come molte imprese preferiscano rivolgersi al mercato illegale piuttosto che a quello legale.  Chiediamo a Confindustria e alle altre associazioni di categoria un chiaro segnale contro le aziende che si macchiano del reato di traffico illecito di rifiuti». .

Anche la Toscana sembrerebbe particolarmente coinvolta, come regione di transito, caratterizzata da un'importante presenza di impianti di trattamento e di stoccaggio che si sono rivelati in molte inchieste punto di snodo di traffici illeciti su scala nazionale. Il presidente di Legambiente Toscana Piero Baronti, sottolinea che «Vi è infatti in Toscana una produzione di rifiuti industriali più che doppia rispetto a quella di rifiuti urbani. Parliamo di 7 milioni di tonnellate di rifiuti speciali per il cui smaltimento non esistono impianti adeguati e che finiscono, così, spesso nella rete della criminalità. Una situazione grave a fronte della quale sarebbe importante che la regione si dotasse di un osservatorio ambientale per monitorare e contrastare l'illegalità che si verifica sul territorio, a partire dallo smaltimento dei rifiuti».

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