[13/07/2010] News

Il Pakistan ad Usa e India: «Nostro accordo nucleare con Cina è come il vostro»

LIVORNO. Il presidente pakistano  Asif Ali Zardari (al centro nella foto) ha detto in un'intervista alla China Centre Television che «Il Pakistan non si è opposto all'accordo sul nucleare civile  India-Usa  e si aspetta altrettanto per patti simili tra altri Paesi. Quando l'India stava facendo l'accordo sul nucleare civile con gli Stati Uniti, non ci siamo opposti, così come allora non abbiamo cercato di influenzare i nostri amici (gli americani, ndr)  ci aspettiamo che gli altri (gli indiani, ndr) facciano lo stesso»,

Zardari sabato scorso ha concluso una visita in Cina dove ha concluso numerosi affari e stretto ancora di più un'alleanza politica e nucleare con Pechino che comincia davvero a preoccupare gli Usa ed ancora di più i nemici indiani che proprio nel Kashmir hanno un conflitto latente (e non sempre) con pachistani e cinesi.

Zardari ha però detto che, dopo la sospensione dei colloqui di pace tra India e Pakistan a causa dell'attentato del 26 novembre a Mumbai ad opera di estremisti islamici che l'India pensa siano stati finanziati e addestrati dal Pakistan, il processo di dialogo tra i due Paesi è ripreso e di sperare che vada avanti.

Rispondendo ad una domanda sull'aumento della presenza indiana in Afghanistan il presidente pakistano ha detto, sapendo bene di non dire il vero, che «L'Afghanistan è un Paese sovrano e ha politiche sovrane», poi però ha mandato un sibillino avvertimento all'India che sta calpestando il suo polveroso giardino di casa: «Abbiamo sempre apprezzato democrazia matura in India e ci aspettiamo  dalla loro democrazia matura che abbia posizioni mature». Poi, a proposito di maturità, alla richiesta se fosse disposto a consegnare agli indiani i sospettati dell'attentato di Mumbai, Zardari ha risposto che «No c'è stato alcun accordo tra i due Paesi per attivare questa cosa . Il Pakistan sta ricercando i sospetti a livello locale e spera di portarli davanti  giustizia».

Zadari, con in tasca i contratti nucleari, ha fatto anche la parte dell'uomo di Sato "verde", con accenti che ricordano casa nostra: «Sono il primo presidente-imprenditore del Pakistan che vuole vedere le sue generazioni future avere un mondo prospero e pulito intorno a loro. Invito le società cinesi dell'energia alternativa a fare investimenti in Pakistan». Zardari a Pechino ha partecipato al Pak-Cina Alternate Energy Forum ed ha affermato che Pakistan dispone di tutta l'energia necessaria per soddisfare le sue esigenze energetiche. Probabilmente è vero, infatti il nucleare è servito soprattutto a fare le bombe atomiche per mantenere il precario equilibrio del terrore ai confini con l'India.

Tornando alle energie rinnovabili, i cinesi sembrano soprattutto interessati ad investire nell'eolico (le aree più interessanti sarebbero le zone costiere del Sindh e del Belucistan)  e nel solare e Zardari li ha blanditi apertamente: «Oggi il nome del gioco è mix energetico, è sostituire i combustibili fossili con la mix energy composta da solare, eolico ed etanolo per salvare il futuro del mondo. Quando si parla di energia alternativa, significa che stiamo lavorando per le generazioni future. Decine di milioni di tetti aspettano con impazienza di essere ricoperti dai moduli solari cinesi. In Pakistan abbiamo bisogno di sicurezza energetica a lungo termine per lo sviluppo sostenibile. Tradizionalmente abbiamo fatto affidamento sui combustibili fossili, petrolio, gas, carbone, per soddisfare il nostro fabbisogno. Abbiamo prodotto energia idroelettrica, ma sfruttando solo una piccola percentuale di tutte le sue potenzialità». Il discusso e contestato presidente Pakistano ha promesso ai cinesi un patto di ferro sull'energia e si è detto pronto «Ad accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili in modo che costituiscano il 5 - 10% del fabbisogno totale entro il 2020».

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