[04/08/2010] News

Bilancio della Goletta dei laghi di Legambiente: Trasimeno a parte, la situazione appare critica

FIRENZE. Il bilancio conclusivo della Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna di monitoraggio scientifico sullo stato di salute dei laghi italiani (realizzata con il contributo del Consorzio obbligatorio oli usati) si chiude in rosso o meglio in nero visto il colore delle "maglie" assegnate. Negli 11 Laghi monitorati sono 58 i campioni risultati inquinati di cui 46 fortemente inquinati, cioè con concentrazione di batteri fecali pari almeno al doppio del limite di legge, mentre sono 38 le foci di fiumi e torrenti risultate fuori legge a conferma che i problemi dei laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell'entroterra.

La maglia nera dell'inquinamento viene confermata anche in questa edizione per i laghi lombardi di Como e Iseo, anche per l'irrisolto deficit di depurazione, ma versano in "cattive acque" anche il lago di Garda e il Maggiore trovati in condizioni più critiche rispetto agli anni precedenti. Minori criticità invece rilevate sui laghi laziali e situazione buona sul Trasimeno. Questo il quadro di sintesi.

«L'inquinamento da scarichi fognari non depurati nei laghi italiani rappresenta ormai una cronica emergenza nazionale - ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - L'Italia affronti seriamente questo problema invece di aggirarlo con operazioni furbesche, come fatto con la nuova legge sulla balneazione, molto più "generosa" della precedente. Per chiudere questa pagina vergognosa occorre procedere alla costruzione di fognature e depuratori ma serve la volontà politica da parte del Governo e degli enti locali, lo stanziamento di adeguate risorse economiche e la certezza normativa, che la nuova legge di riforma degli Ambiti territoriali ottimali purtroppo non garantisce».

«Non c'è più tempo da perdere- ha continuato Ciafani - il nostro Paese è in procedura d'infrazione europea per il mancato trattamento delle acque reflue che interessa il 30% dei cittadini, pari a ben 18 milioni di italiani. Il Governo attivi una task force con le amministrazioni locali per sanare in tempi brevi questa ferita, anche per evitare le multe salate che pagherebbero i cittadini italiani senza alcuna speranza di condono, scorciatoia che il nostro Paese conosce purtroppo molto bene» ha concluso l'esponente di Legambiente.

A destare particolare preoccupazione l'inaspettato inquinamento rilevato sul più grande lago italiano, con 17 punti risultati inquinati: 10 sulla sponda lombarda, 6 su quella veneta e uno punto rilevato anche in Trentino, a Torbole. «Sul Garda le foci dei torrenti e gli scarichi abusivi si confermano i nemici del lago - ha rilevato Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi e direttrice di Legambiente Lombardia - Sono anni che sentiamo parlare di adeguamento e potenziamento del depuratore Garda Uno, del problema irrisolto degli sfioratori di piena e dei rischi connessi all'ormai datato collettore sub-lacuale Maderno-Torri ma alle parole non sono seguiti i fatti. Lo stesso immobilismo lo abbiamo riscontrato sugli altri laghi lombardi a partire dal Lario, in particolare sulla sponda comasca, e dall'Iseo, senza dimenticare il Lugano e il Varese, il cui inquinamento cronico è davvero imbarazzante per la Regione più ricca del Paese. A proposito di depurazione ci piacerebbe che la Regione Lombardia e le amministrazioni locali dimostrassero la stessa determinazione manifestata negli anni scorsi per la realizzazione dell'ennesima autostrada o di un grande evento come l'Expò» ha concluso Meggetto.

 

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