[06/09/2010] News

Finanziamenti e global warming, qualcosa si muove a Ginevra

LIVORNO. Il  2 e 3 settembre a Ginevra si sono incontrati alti rappresentati di 46 Paesi e dell'Ue (di cui 20 erano rappresentati da ministri) per uno scambio informale sulle questioni del finanziamento in ambito climatico. Il dialogo di Ginevra voleva sensibilizzare i Paesi invitati sulle sfide relative al finanziamento di misure contro il cambiamento climatico. Inoltre, si dovevano discutere degli approcci solutivi con l'obiettivo di dare un impulso positivo ai negoziati nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul clima. Fin dall'inizio, l'obiettivo dell'incontro sul clima di Ginevra era quello di rendere possibile il dialogo, senza tuttavia prendere delle decisioni. Il Dialogo è stato co-presieduto dal ministro dell'ambiente svizzero Moritz Leuenberger e dal ministro degli esteri messicano Patricia Espinosa che hanno elogiato l'atmosfera costruttiva in cui si sono svolti gli incontri in vista della preparazione della Conferenza internazionale sul clima dell'Unfcc a Cancun.

«Abbiamo discusso apertamente, esplorando spesso anche piste al di fuori delle tradizionali posizioni negoziali, abbiamo riflettuto assieme e ciò ci ha permesso di capire meglio i problemi e i possibili approcci solutivi - ha spiegato Leuenberger - Vi è un consenso sul fatto che il finanziamento a lungo termine richieda l'istituzione di un fondo. A Ginevra non si dovevano prendere decisioni. L'incontro è stato un successo, in quanto sono state discusse nuove proposte e i Ministri presenti hanno lavorato in un clima di fiducia reciproca. Questa fiducia, andata persa dopo la Conferenza mondiale di Copenhagen sul clima doveva essere innanzitutto ripristinata».

Per la Espinosa, che presiederà la Cop Unfccc di Cancun, «L'incontro informale di Ginevra ha posto una pietra miliare per la preparazione della Confenza di Cancun. Il Dialogo sul clima ha dimostrato la necessità di una soluzione stabile per il finanziamento. Questa questione è centrale al fine di trovare una soluzione nell'ambito climatico", ha affermato Patricia Spinosa».

Al dialogo di Ginevra ha partecipato anche il nuovo segretario generale dell'Unfccc, Christiana Figueres che ha ringraziato la Svizzera e il Messico per aver organizzato il Dialogo sul clima, ribadendo che «La questione finanziaria è uno dei punti centrali dei negoziati internazionali sul clima. L'incontro di Ginevra ha mostrato che la trasparenza costituisce un elemento decisivo per ripristinare la fiducia dopo la Conferenza di Copenhagen sul clima».

Nonostante l'ottimismo ritrovato a Ginevra, restano le difficoltà economiche: l'Accordo di Copenhagen prevede che, a partire dal 2020, debbano essere messi a disposizione 100 miliardi di dollari l'anno in un fondo per il clima da destinare al finanziamento della mitigazione dei cambiamenti climatici e alla gestione delle conseguenze che già si fanno sentire. Il governo federale svizzero sottolinea che a Ginevra si è anche «Affrontata la questione della struttura di un simile fondo, di come potrebbe essere alimentato (fonti pubbliche o privato) e di come possono essere garantiti la sorveglianza e il coordinamento dei vari flussi finanziari nell'ambito climatico. La Svizzera e il Messico hanno organizzato questo incontro informale a Ginevra al fine di trovare uno spazio al di fuori dei negoziati sul clima per discutere delle questioni chiave relative al finanziamento nell'ambito climatico e per ripristinare la fiducia dopo la Conferenza mondiale di Copenhagen sul clima, che non è stata in grado di soddisfare le ambiziose aspettative».

Il Messico, paese che ospiterà la Cop Unfcc di Cancun, ha deciso di dare l'esempio: il presidente Felipe Calderon il 2 settembre ha annunciato che il suo Paese ridurrà le sue emissioni di gas serra di 50 milioni di tonnellate entro il 2012, diventando così il primo Paese in via di sviluppo a raggiungere questo obiettivo.«Questo è uno degli obiettivi fissati nel programma nazionale di lotta contro il cambiamento climatico - ha detto Calderon - L'energia eolica, che nel 2006 produceva solo 2 MW di elettricità, produce attualmente 520 MW. 5 parchi eolici sono in costruzione nel Paese e in futuro dovrebbero aiutare a ridurre di circa 20 milioni di tonnellate le emissioni di CO2».

A Ginevra si sono fatti sentire anche i cinesi che hanno chiesto un contributo finanziario internazionale contro il cambiamento climatico. Il rappresentante della Cina alla sede Onu di Ginevra, He Yafei, ha detto che «La comunità internazionale deve assicurare un finanziamento sufficiente, prevedibile e stabile per la lotta al cambiamento climatico. Il finanziamento è la garanzia necessaria per lottare contro il cambiamento climatico è un punto chiave nei negoziati internazionali al riguardo. La mancanza di finanziamento rappresenta il principale ostacolo alla cooperazione internazionale nella lotta al cambiamento climatico e dovrebbe attirare l'attenzione della comunità internazionale».

He ha ribadito naturalmente il mantra cinese della "responsabilità comune ma differenziata" (che vuol dire che i soldi ce li devono mettere soprattutto i Paesi sviluppati) ed ha invitato tutti a rispettare gli impegni presi a Copenhagen, poi ha proposto la creazione di un meccanismo di finanziamenti a lungo termine. Poi ha messo i paletti per ogni discussione futura e ha rilanciato il ruolo cinese di capo-fila dei Paesi in via di sviluppo che tratta (e decide) con le altre potenze planetarie.

«La concessione di finanziamenti ai Paesi in via di sviluppo per lottare contro il cambiamento climatico è un obbligo stipulato all'interno della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici - ha ricordato He - I Paesi sviluppati non dovrebbero stabilire delle condizioni preliminari per offrire dei finanziamenti ai Paesi in via di sviluppo. Tutti I Paesi in via di sviluppo hanno diritto a questi finanziamenti. La Cina popone che I fondi possano essere accordati prioritariamente ai Paesi meno avanzati, ai piccolo Stati insulari ed ai Paesi africani. I Paesi sviluppati dovrebbero stabilire i più presto possibile le quote di contributi ai fondi di concessione di 30 miliardi dei dollari promessi alla Conferenza di Copenhagen. Questi fondi non devono essere conteggiati nell'aiuto ufficiale allo sviluppo. Occorre stabilire un meccanismo a lungo termine del finanziamento alla lotta contro il cambiamento climatico. Il finanziamento a lungo termine deve provenire dai fondi pubblici dei Paesi sviluppati. Il mercato del carbonio e i fondi privati non possono che essere un complemento al finanziamento pubblico».

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