
[07/09/2010] News
LIVORNO. La tredicesima riunione tra le imprese statali del nucleare cinesi e russe a Pechino ha fruttato a capo di Rosatom Sergei Kiriyenko un bell'accordo firmato con Quifa Chen, il presidente della China atomic energy authority: per la prima volta i cinesi si sono detti interessati alle centrali nucleari galleggianti russe e ad altri settori tecnici del nucleare, come i reattori nucleari da utilizzare per l'avventura spaziale di Pechino, che intanto ha annunciato di aver dato nomi cinesi alle varie regioni lunari.
All'ordine del giorno dell'incontro nucleare sino-russo c‘erano anche lo smantellamento delle centrali nucleari obsolete, la comune espansione nei mercati di paesi terzi, la preparazione agli incidenti ed alle emergenze nucleari e la ricerca di uranio.
I cinesi si sono detti interessati alla prima centrale nucleare galleggiante, l'Accademic Lomonosov, il cui scafo è stato già varato a San Pietroburgo a luglio, mentre i componenti dei reattori e del sistema di alimentazione devono ancora essere montati. Quando sarà finita la centrale galleggiante sarà trainata a Vilyuchinsk, nell'Estremo Oriente russo, per dare energia a quelle aree remote e soprattutto per servire da "prototipo-vetrina" per i cinesi e gli altri possibili acquirenti dell'area Asoia-Pacifico. Ma l'interesse cinese non è solo "civile" la centrale galleggiante russa monterà a bordo due reattori KLT- 40S simili a quelli utilizzati dalla flotta nucleare russa e dai rompighiaccio atomici di Mosca e la Cina, che ha già navi da guerra a propulsione nucleare, è considerata il mercato più promettente per l'agonizzante nucleare navale civile e militare. I cinesi penserebbero addirittura di utilizzare navi a propulsione nucleare per il trasporto dei minerali essenziali per la loro rapidissima crescita, magari ottenendo anche quote e finanziamenti per aver tagliato le emissioni di gas serra.
Ma il mercato nucleare russo è a tutto campo e senza remore e riguarda anche l'altro gigante asiatico, l'India, che nel 2009 ha varato il suo primo sottomarino atomico, l'Arihant, e che ora intende realizzare generatori di vapore nucleari per la sua flotta sottomarina.
Il capo del Dipartimento per l'energia atomica dell'India, Srikumar Banerjee, ha spiegato all'Hindu: «Lo stiamo già facendo. Non posso precisare il loro numero, ma noi partecipiamo a questo gioco. Dei nuovi generatori nucleari di vapore sono in gestazione. Il nostro generatore nucleare di vapore è pronto al 100%. Verrà messo in servizio dopo che gli altri sistemi saranno operativi».
Secondo i media indiani il governo di New Delhi si appresta a realizzare altri due sottomarini con il benevolo aiuto degli amici russi che non si preoccupano del fatto che l'India non aderisca al Trattato di non proliferazione nucleare. D'altronde la storia del sommergibile Arihant viene da molto lontano: la sua costruzione è iniziata quando c'era ancora l'Urss ed è continuata tranquillamente sotto i regimi eltsiniano e putiniano e il governo di centro-sinistra indiano (e prima quello della destra induista) ha sempre ringraziato i russi per averlo aiutato a realizzare il primo sottomarino nucleare dell'India.
Un legame nucleare militare (e civile) che gli indiani hanno ulteriormente cementato con l'annuncio che prenderanno in leasing il nuovo sottomarino nucleare russo Nerpa, uno dei quali il 20 agosto ha lasciato Primorie, nell'Estremo Oriente russo, per l'India. Ma la concessione il leasing del Nerpa agli indiani era stata annunciata dal capo di Stato maggiore delle Forze Armate russe, il generale Nikolai Makarov nell'agosto del 2009, che aveva precisato: «Nessuna data è stata fissata, ma non ci sono ragioni per ritardarla». L'equipaggio indiano del Nerpa era arrivato in Russia nel settembre 2009 per essere formato, si pensava che alla fine del 2009 il sommergibile sarebbe già stato nelle mani dalla Marina Militare indiana.
Il sottomarino nucleare Nerpa (K-152, progetto 971, Schuka-B, nella foto), messo in cantiere già nel lontano 1991 a Komsomolsk sull'Amur. è un sommergibile militare di terza generazione con un'autonomia di 100 giorni, una stazza massima di 12.770 tonnellate, una velocità di 30 nodi e che può raggiungere i 600 metri di profondità. L'equipaggio è composto da 73 uomini e il sommergibile ha 8 tubi lanciamissili da 533 e 650 mm.
Che gli indiani abbiano "affittato" il Nerpa è probabilmente un bel colpo commerciale per i russi, visto che il sottomarino è nato sotto una cattiva stella: il suo primo test in mare, l'8 novembre del 2008, è stato funestato da un incidente al sistema anti-incendio al freon, un gas altamente tossico, che è costato la vita 20 persone. I test sono ripresi nel luglio 2009 e si sono conclusi con successo. Probabilmente anche per questi problemi di avvio i russi hanno bisogno di vendere il Nerpa e la Marina Militare indiana si è assicurata un leasing a prezzo scontato: 650 milioni di dollari in 10 anni.
Naturalmente i nemici pakistani sono più che preoccupati, ma potranno sempre contare sugli alleati cinesi che magari, dopo essersi impadroniti della tecnologia nucleare navale russa, li riforniranno a loro volta.
Più che un equilibrio del terrore come quello della guerra fredda sembra ormai di essere di fronte ad un mercato nucleare impazzito e senza più nessuna regola, remora politica e nessuna divisione tra nucleare militare e civile.