
[08/09/2010] News toscana
L'isola d'Elba è una delle sette perle dell'arcipelago toscano, la più grande, la più ricca di storia, potenzialmente la più bella, sede della città ideale di Cosimo e ne sono innamorato e, al contempo, affascinato. Spesso la ritraggo nei suoi recessi più nascosti, meno noti e belli tanto da convincermi che feci la scelta giusta tornando a lavorare qui dopo la laurea.
Esistono angoli stupendi, poco noti e per nulla valorizzati ma pieni di fascino per chi sa trovarli, come la Punta della Rena, a due passi dalla zona commerciale, in un ambiente degradato la natura cerca la sua rivincita:
Purtroppo però, ultimamente, mi balzano agli occhi maggiormente le ferite che l'uomo le reca, sotto forma di discariche, di incuria di scarsa sensibilità al bello. Un degrado diffuso ed anche se manifesto tollerato, accettato come naturale disordine verso cui tutto tende. Eppure qualcuno dovrebbe farsene carico, qualcuno è stato eletto perché proteggesse il bene comune, lo conservasse e lo tramandasse ai nostri figli. Qualcuno ha i mezzi, i fondi e il personale per occuparsi del decoro dell'ambiente in cui viviamo. Perché allora tutto ciò non viene fatto? Perché da un anno all'altro l'ambiente cittadino portoferraiese è così degradato, trascurato e imbarbarito?
Le immagini che seguono (fotogallery) sono solo alcune di quelle raccolte negli ultimi giorni e testimoniano meglio di tante parole quello che intendo dire.
Possibile che nessuno si levi contro questo degrado? Non siamo nei pressi di una discarica, siamo nei pressi della Banca Toscana, di Viale Teseo Tesei, a due passi dal porto, è il nostro biglietto da visita con gli ospiti ed è quello che vedranno giornalmente gli studenti del Cerboni e quanti percorrono una delle strade principali di accesso o in uscita da Portoferraio. Già ci chiamano Portoferraiesi bottinai, a ragion veduta, vogliamo anche sentirci chiamare pattumiera dell'Elba?