[15/09/2010] News

Troppe rinnovabili (!), le Città del Vino vogliono aggiornare i loro piani regolatori

FIRENZE. Tutti noi abbiamo bisogno della nostra "dose" giornaliera di energia per mandare avanti le varie attività, ed anche i viticoltori utilizzano energia che è opportuno venga prodotta con il più basso impatto ambientale possibile. Considerando anche che l'unica energia prodotta a impatto zero è quella risparmiata.

Detto questo gli impianti per produrre energia da fonti rinnovabili come quelli eolici e fotovoltaici non devono entrare in competizione con colture agricole ma tutto quello che si realizza sul territorio, il come si realizza e si gestisce, deve rientrare in una logica di sostenibilità: gli impianti citati ed anche gli stessi vigneti.

Detto questo devono trovare ascolto le preoccupazioni dei sindaci delle Città del Vino per il rischio di eccessivo "consumo di territorio" per cui hanno concordato nella necessità di inserire nel "Piano Regolatore delle Città del Vino" articoli ad hoc per evitare installazioni indiscriminate di impianti per produrre energia da fonti rinnovabili.

Dei principi ispiratori e delle buone pratiche da adottare, le Città del Vino ne parleranno (da domani fino al 19 settembre) riunite in convention a Benevento e nelle Citta' del Vino del Sannio, Castelvenere, Torrecuso e Sant'Agata de' Goti.

«Quello delle energie rinnovabili è un tema che interessa sempre più da vicino i territori rurali - ha dichiarato il presidente delle Città del Vino Giampaolo Pioli - ma, in un momento difficile per l'agricoltura come quello che stiamo vivendo, si corre il rischio che sostituire un vigneto con un impianto fotovoltaico o installare pale eoliche al posto di colture o vicino ad edifici di interesse storico e culturale, possa essere considerato solo una forma di reddito alternativa, senza considerare i gravi danni di immagine per il paesaggio e le pesanti ripercussioni sul turismo (da una valutazione oggettiva su un cambio di destinazione d'uso del suolo, si passa ad una considerazione soggettiva non supportata da nessun dato, ndr) . L'obiettivo è quello di dare ai sindaci dei territori del vino regole e misure per la gestione urbanistica degli impianti. Siamo assolutamente favorevoli al diffondersi delle energie alternative - ha concluso Pioli - ma è necessario che gli strumenti urbanistici dei comuni si facciano carico di scegliere le porzioni di territorio aperto meno produttive e svantaggiate, le aree industriali o di cava dismesse». La conclusione pare improntata ad un maggior buon senso.

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