
[15/10/2010] News
LIVORNO. La Bellona Foundation è un'Ong ambientalista internazionale con base nella capitale norvegese Oslo e uffici a Bruxelles (Ue), Washington (Usa), San Pietroburgo e Murmansk (Russia). Dal 1986 le azioni di protesta e le ricerche dei suoi 75 ingegneri, ecologisti, fisici nucleari, avvocati, scienziati, politici e giornalisti sono state una vera e propria spina nel fianco prima per il nucleare sovietico ed oggi per quello russo-europeo. Ieri Bellona ha reso noto che «In condizioni di quasi completa segretezza, un carico di combustibile nucleare esaurito è stato consegnato dal dry cargo freighter MCL Trader nel porto di Murmansk: è un'altra consegna proveniente dalla Germania. I contenitori del combustibile nucleare radioattivo esaurito sono stati scaricati nel porto dal rompighiaccio nucleare Atomflot per il trasporto ferroviario e per consegnarli in seguito al ritrattamento presso la Mayak Chemical Combine nella regione di Chelyabinsk».
La MCL Trader è stato appositamente ristrutturata per il trasporto del combustibile nucleare esaurito, ha una portata lorda di 3.860 tonnellate ed è lunga 95 metri. La nave russa è famosa per essersi incaglia nel 2008 nelle acque danesi durante il tragitto dal porto svedese di Halmstad a San Pietroburgo. La Marina danese arrestò il capitano ed il capo-macchinista della MCL Trade perché sospettati di aver eseguito le operazioni di navigazione completamente ubriachi.
Anna Kireeva, responsabile informazione di Bellona di Murmansk, scrive che «Nello stesso modo, un altro carico di 450 chilogrammi di origine russa di uranio esaurito altamente arricchito è arrivato dai reattori di ricerca Ewa e Maria in Polonia come parte dell'US Global Threat Reduction Initiative. All'inizio del 2009, Russia e Polonia hanno firmato un accordo per rimpatriare tutto l'uranio altamente arricchito dai reattori di ricerca della Polonia per un periodo di 20 anni, con possibilità di proroga. Il combustibile nucleare esaurito dalla Polonia, che potrebbe produrre 18 unità di armi nucleari, come riportato dal Daily Telegraph di Londra, è stato rispedito in Russia in una serie di cinque spedizioni nel periodo di un anno», ad iniziare dall'autunno 2009. Il direttore esecutivo di Bellona Murmansk, Andrei Zolotokov, sottolinea che «Che Murmansk stia sempre più spesso diventando un punto per lo scarico del combustibile nucleare esaurito dalle navi ai treni è un dato di fatto e questi carichi non potranno che aumentare negli anni a venire».
Infatti anche le autorità della Sassonia, in Germania hanno deciso di inviare il loro combustibile nucleare esaurito attraverso il Mar Baltico per poi trasportarlo in treno fino al ritrattamento di Mayak. Secondo Bellona «E' improbabile che il percorso, prima attraverso il Baltico e in seguito attraverso Murmansk per il trasporto a Mayak, cambierà. Le spedizioni via mare tedesche cominceranno probabilmente nel 2011 o prima».
Il primo carico dalla Germania consiste in 951 barre di combustibile del reattore nucleare del Centro di ricerca di Rossenford, costruito nell'allora Germania Est dai sovietici e che non è in funzione dal 1991.
Gli ambientalisti tedeschi e russi hanno contestato la decisione di inviare le scorie radioattive in Russia e gli anti-nucleari tedeschi evidenziano che trasferire le scorie nucleari in Russia non vuol dire che spariscono.
Gli ambientalisti russi sono anche contro un altro carico di rifiuti radioattivi provenienti dalla Germania. Secondo Vladimir Chuprov di Greenpeace Russia, «La Germania è perfettamente in grado di stoccare in modo sicuro le scorie sul proprio territorio (a dire il vero Greenpeace Deutschland non la pensa così, ndr) . Non possono credere che nuovi carichi non porteranno a grandi proteste. In ogni caso, un aumento delle operazioni porta sempre con sé dei rischi. E mi chiedo cosa è previsto nell'accident planning in relazione all'esclusione di possibili incidenti».
Proprio mentre la MCL Trader arrivava a Murmansk con le sue scorie radioattive i governi norvegese e russo stavano discutendo degli spinosissimi problemi della cooperazione in materia di radioprotezione a bordo del rompighiaccio nucleare Lenin, oggi un museo nel porto di Murmansk.
I norvegesi sono discretamente arrabbiati, visto che hanno scoperto solo dopo che una nave con carico potenzialmente pericoloso avrebbe navigato lungo le loro coste. Appena un anno fa il governo di Oslo aveva fortemente protestato con Mosca perché non era stato informato della spedizione via mare di un carico di scorie nucleari verso Murmansk. Il ministro degli esteri norvegese, Erik Lahnstein, ha detto alla Nrk, la Norwegian broadcasting corporation, «La Norvegia al momento non ha ricevuto avvisi sui cargo che passano lungo la sua costa. E' necessario concludere un accordo al fine di avere un quadro più chiaro su dove e quando questi carichi pericolosi passeranno davanti alla costa della Norvegia». E la Norwegian agency for radiation safety (Nrpa) ha confermato che spesso le informazioni sui carichi provengono da fonti diverse da quelle ufficiali russe e spesso in modo casuale. Una nave con un carico pericoloso dovrebbe invece essere tracciata dagli Automatic identification systems delle stazioni costiere della Norvegia. Per Zolotkov «E' giusto che la Norvegia sollevi la questione della necessità di ottenere informazioni circa il passaggio di carichi davanti alle sue coste. Dopo aver investito ingenti per migliorare e sostenere la sicurezza nucleare e radiologica nella penisola di Kola (dove si trova Murmansk), la Norvegia è nel pieno diritto di conoscere il trasporto via mare di combustibile nucleare esaurito lungo i suoi confini». Invece, secondo un portavoce della Nrpa, «Il passaggio di tali carichi è tenuto segreto fino a quando il viaggio non è completato»
Zolotokov ammette che «Le informazioni sul movimento del combustibile nucleare esaurito per mare e per ferrovia non bisogna che siano on line: sarebbe sbagliato per tutti coloro che sono curiosi di sapere dove è il cargo. Tuttavia non è superfluo dare informazioni all'opinione pubblica perché sappia che tale operazione è stata completata, e che durante la sua realizzazione non si è verificata nessuna irregolarità. Ciò eviterebbe le voci indesiderate e le speculazioni che da sempre nascono in situazioni di assoluta segretezza».
Zolotkov fa l'esempio del carico di uranio altamente arricchito arrivato a Murmansk dalla Polonia: una delle foto apparse sui giornali di tutto il mondo mostra infatti come la sicurezza fisica del cargo sia ben al di sotto dei livelli di guardia: «"Il silenzio degli intermediari di Murmansk per il trasporto del carico non ha rappresentato un vantaggio per loro». Bellona assicura di aver avvertito le autorità russe delle evidenti falle nella sicurezza: «Le informazioni su tutte le operazioni potenziale pericolose effettuate sul territorio della Penisola di Kola e nelle zone limitrofe (anche per quanto riguarda le acque della Baia di Kola) vengono date in tempo utile al centro per la gestione delle crisi del ministero russo per dei servizi di emergenza della regione di Murmansk». Il ministero dei servizi di emergenza ha risposto freddamente a Bellona: «In caso di emergenza sul territorio della regione di Murmansk i servizi di emergenza del ministero nella regione di Murmansk coordinano la risposta».