
[28/10/2010] News
LIVORNO. L'obiettivo generale della strategia europea sulla diossina, ossia mettere a punto un approccio integrato per ridurre la presenza di diossine, furani e bifenili policlorurati (Pcb) nell'ambiente, negli alimenti e nei mangimi, è stato in parte raggiunto: negli ultimi due decenni (tra il 1990 e il 2007) le emissioni di questi inquinanti da impianti industriali sono state ridotte all'incirca dell'80%. Però, ulteriori diminuzioni potranno essere ottenute grazie all'introduzione di norme riviste per regolamentare le emissioni da impianti industriali. Mentre le restanti emissioni quelle frammentate in una gamma di piccole fonti di natura industriale e non industriale, potranno essere diminuite attraverso provvedimenti a livello nazionale,regionale e locale. In altri settori, invece, saranno necessarie ulteriori analisi per comprendere meglio la presenza di diossine negli alimenti e nei mangimi e i rilasci secondari dal suolo e dalle acque dei siti contaminati.
Lo afferma la Commissione europea nella terza relazione consuntiva - che sintetizza le attività intraprese nel periodo 2007-2009 nei settori pertinenti - comunicata al consiglio, al parlamento europeo e al comitato economico e sociale europeo. In tale relazione la Commissione illustra le attività intraprese per ridurre la presenza di diossine e Pcb nell'ambiente, nei mangimi e negli alimenti. Riporta i contributi degli accordi multilaterali sull'ambiente, la loro attuazione e gli sviluppi della politica ambientale europea in relazione alle emissioni di diossine, furani e bifenili policlorurati. Descrive l'approccio integrato alla legislazione in materia di mangimi e alimenti al fine di ridurre la presenza di tali inquinanti nella catena alimentare. Delinea la gestione di un episodio di contaminazione grave legato a diossine e Pcb e menziona le attività di ricerca svolte.
Le diossine, i furani e i Pcb sono un gruppo di sostanze chimiche tossiche e stabili che hanno effetti sulla salute umana e sull'ambiente. Una volta rilasciati nell'ambiente, questi inquinanti organici rimangono nel suolo per decenni e continuano a destare preoccupazione anche molto tempo dopo la fine dell'emissione. Tra le fonti principali, la combustione domestica è responsabile del 22% delle emissioni totali, mentre il resto è originato da varie fonti industriali e non industriali.
Comunque, le diossine presenti nell'aria possono depositarsi sul suolo, sui vegetali o nell'acqua e da qui passare agli animali e ai pesci attraverso l'alimentazione, entrando così nella catena alimentare.
Ma grazie ad un esteso controllo delle emissioni degli impianti industriali e tramite strategie intese a ridurre la presenza di queste sostanze negli alimenti e nei mangimi i livelli generali di diossine, furani e Pcb nell'ambiente e dell'esposizione delle persone sono diminuiti.
Per far fronte alle preoccupazioni relative alla salute umana e all'ambiente la Commissione, infatti, ha adottato nel 2001 una comunicazione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo recante una strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati (strategia sulla diossina).
La strategia è duplice: da una parte, si propone di ridurre la presenza di diossine, furani e Pbc nell'ambiente e, dall'altra, mira a ridurne il tenore nei mangimi e negli alimenti. Il consiglio "Ambiente" ha appoggiato la strategia della Commissione sulle diossine in tutte le sue parti e ha chiesto alla Commissione di presentare delle relazioni sulla sua attuazione.
La prima relazione consuntiva infatti è del 2004 ed è relativa al periodo 2002-2003, mentre la seconda è del 2007 ed è relativa al periodo 2004-2006.