[09/11/2010] News

A Venezia il punto sulla produzione di energia dagli scarti di lavorazione

FIRENZE. E' in corso a Venezia (si chiuderà domani) il terzo simposio internazionale sull'energia da biomasse che vede riuniti oltre 500 scienziati ed esperti provenienti da più di 60 paesi. L'evento, organizzato da International waste working group, piattaforma intellettuale nata per diffondere la gestione integrata e sostenibile dei rifiuti e dalle Università di Padova, Trento, Dresda, Queensland, Hokkaido, Rockstock e Singapore, si concentra quest'anno in modo particolare sul riutilizzo degli scarti delle produzioni per ottenere energia.

«Le frontiere delle biomasse cambiano in continuazione e un numero sempre maggiore di materiali, che fino a qualche tempo fa rappresentavano un problema dal punto di vista dello smaltimento, ora stanno diventando fonte di energia» ha informato Raffaello Cossu, ordinario di ingegneria ambientale all'Università di Padova. Il professore facendo una panoramica a livello globale si è soffermato sugli utilizzi a scopo energetico di particolari materiali di "resulta".

«Una delle novità di quest'anno riguarda l'industria del vino. E' emerso che le vinacce, sottoposte a trattamento biologico o termico, con una particolare soluzione tecnica innovativa, possono essere impiegate a fini energetici, con efficienze superiori alle soluzioni convenzionali normalmente adottate. Anche per gli scarti di macelleria sono stati fatti dei passi avanti e questo rappresenta un importante risultato per i paesi in cui non esiste ancora una normativa per lo smaltimento, come ad esempio alcune zone dell'Africa, dell'America Latina e dell'Asia, dove i rischi per la salute e l'ambiente possono essere anche gravi. Grazie agli studi è emerso che è possibile trasformare in metano i resti dati dal sangue e dalle carcasse, attraverso un processo di digestione anaerobica che avviene in reattori chiusi. In Italia assistiamo invece ad una vera e propria corsa per la realizzazione di impianti di piccola taglia che potranno rendere autosufficienti gli allevamenti attraverso la trasformazione dei reflui di suini, bovini e polli».

Dagli scarti di origine animale a quelli di origine vegetale:  in Brasile è stato scoperto che anche i "resti" delle banane, che raggiungo una produzione di 668.000 tonnellate all'anno, possono essere sfruttate a fini energetici e così vale per l'olio di oliva in Spagna.
 «Non possiamo pensare che le biomasse possano risolvere il fabbisogno energetico, ma di certo rappresentano anno dopo anno una quota sempre più significativa che potrà dare un contributo sempre più importante» ha concluso Cossu.

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