[12/11/2010] News

L'Ue detta le regole per garantire l'approvigionamento di gas naturale

LIVORNO. Il gas naturale è una componente essenziale dell'approvvigionamento energetico dell'Unione europea: rappresenta infatti un quarto della fornitura di energia primaria e serve principalmente alla produzione di energia elettrica, al riscaldamento, come materia prima per l'industria e come carburante nei trasporti.

Negli ultimi dieci anni il consumo di gas ha subito un rapido aumento in Europa in un contesto, dove la produzione interna è in calo e le importazioni sono in aumentate. Si è realizzata così una maggiore dipendenza dalle importazioni e si è presentata la necessità di affrontare i problemi legati alla sicurezza dell'approvvigionamento del gas. Inoltre, alcuni Stati membri si ritrovano a essere una "isola del gas" per effetto dell'assenza di connessioni infrastrutturali con il resto dell'Unione.

Dunque, vista l'importanza del gas nel mix energetico, l'Ue si pone l'obiettivo di dimostrare all'utenza che sono adottate tutte le misure necessarie a garantirne l'approvvigionamento costante, specie in caso di condizioni climatiche difficili e in caso di interruzioni del servizio. E riconosce che questi obiettivi dovrebbero essere conseguiti con le misure più efficienti in termini di costi per non compromettere la competitività relativa di questo combustibile rispetto ad altri.

Per tutto questo la comunità detta le misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas. Lo fa attraverso un regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi che entrerà in vigore fra venti giorni e che abroga la precedente direttiva (la numero 67 del 2004).

Un regolamento che prevede anche l'adozione di misure eccezionali da attuare qualora il mercato non sia più in grado di fornire il necessario approvvigionamento. Prevede una chiara definizione e attribuzione delle responsabilità fra le imprese di gas naturale, gli Stati membri e l'Unione per quanto riguarda l'azione preventiva e la reazione a interruzioni concrete. Introduce meccanismi di trasparenza volti, in uno spirito di solidarietà, a coordinare la pianificazione e le contromisure da attuare in caso di emergenza a livello degli Stati membri, regionale e dell'Unione.

E tutto questo perché nell'ambito delle misure vigenti in materia di sicurezza adottate a livello europeo, gli Stati membri dispongono ancora di un notevole margine di discrezionalità riguardo alla scelta delle misure. Se la sicurezza dell'approvvigionamento è in pericolo in uno Stato membro c'è il rischio evidente che gli interventi predisposti unilateralmente dallo Stato membro interessato possano ostacolare il corretto funzionamento del mercato interno e la fornitura. Del resto l'esperienza recente ha dimostrato come tale rischio sia reale. Inoltre un'interruzione importante della fornitura all'Unione può avere ripercussioni in tutti gli Stati membri, nell'intera Unione con conseguenti danni economici e un grave impatto sociale, in particolare sui gruppi di clienti più vulnerabili.

La relazione sull'attuazione della strategia europea in materia di sicurezza approvato dal Consiglio europeo del dicembre 2008, individua nella crescente dipendenza dalle importazioni di energia un notevole rischio supplementare per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'Unione e sottolinea come la sicurezza energetica sia una delle nuove sfide da affrontare nell'ambito della politica sulla sicurezza. Il mercato interno del gas è cruciale per aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e per ridurre l'esposizione dei singoli Stati membri agli effetti dannosi delle interruzioni delle forniture.

Dunque, la diversificazione delle fonti e delle rotte del gas per l'Ue è un elemento essenziale per migliorare la sicurezza di approvvigionamento dell'Unione nel suo complesso e dei suoi singoli Stati. In futuro la sicurezza dell'approvvigionamento dipenderà dall'evoluzione del mix di combustibili, dallo sviluppo della produzione all'interno dell'Unione e nei paesi terzi che la riforniscono, dagli investimenti negli impianti di stoccaggio e dalla diversificazione delle rotte del gas e delle fonti di approvvigionamento, all'interno e all'esterno dell'Unione, compresi gli impianti per il gas naturale liquefatto (Gnl). In tale contesto secondo l'UE, si dovrebbe dedicare particolare attenzione alle iniziative infrastrutturali prioritarie. Ma occorre, pure promuovere ulteriormente l'utilizzo efficiente dell'energia, e tenere in debita considerazione l'impatto ambientale delle misure proposte.

 

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