
[02/12/2010] News toscana
FIRENZE. La capogruppo della Federazione della Sinistra - Verdi, nel Consiglio regionale della Toscana ha presentato un'interrogazione urgente presentata sul progetto di fusione delle società d'Ingegneria di Acque Spa, Acquedotto del Flora e Publiacqua in un`unica società chiamata "Ingegnerie Toscane Srl". Secondo la Sgherri è «Necessario verificare se siamo di fronte ad una sub concessione, atto vietato e che esproprierebbe gli enti pubblici di poteri che sono loro deputati in merito ad un servizio primario ed essenziale come quello idrico».
Secondo l'esponente di FdS-Verdi, che è in maggioranza in Regione, «In un sostanziale silenzio e, a quanto ci consta, senza il pronunciamento degli enti pubblici deputati, si sta procedendo ad un operazione di fusione fra le società d'ingegneria facenti capo ai soggetti gestori del servizio idrico di buona parte della Toscana (negli Ato 2, 3 e 6) che rischia di svuotare i soggetti stessi di importanti funzioni e di conseguenza di allontanarli ancora di più dai Comuni, questi ultimi i veri titolari del servizio idrico: il pericolo è quindi di creare un ennesima "scatola cinese" che, espropriando i Comuni di tali poteri, porti di fatto alla "privatizzazione" definitiva di tali importanti funzioni. Tutto ciò con il rischio, se i dubbi che esprimiamo trovassero conferma, di una vera e propria sub concessione, alla nuova società d'ingegneria, di parte del servizio idrico, di cui è fatto normativamente espresso divieto. E' necessario che la Regione, per quanto di competenza, verifichi e faccia chiarezza su questa vicenda e si attivi per il rispetto delle normative e delle convenzioni di affidamento in essere».
A quanto dice la Sgherri, «Dal piano industriale dell'operazione emergerebbe, a nostro avviso, il fatto che funzioni legate all'attività strategica e ordinaria delle società madri siano trasferite a questa nuova società, e ciò ci pare possa configurare una sub concessione, di cui è fatto normativamente divieto, perché esproprierebbe, se confermata, le società di gestione del servizio idrico di funzioni non trasferibili senza l'esplicito pronunciamento dei Comuni e degli Ato, pronunciamento che non ci pare si sia verificato e cui la verifica viene richiesta nell'interrogazione, senza quindi si sia proceduto al rispetto dell'iter normativo e legislativo previsto nel caso di nuovi affidamenti. Operazione che, se fossero confermati i dubbi che emergono, esproprierebbe di fatto la parte pubblica dei poteri che le sono deputati nell'ambito di un servizio primario come quello idrico, e lo farebbe in modo palesemente illegittimo»