[13/12/2010] News

La Russia smentisce di voler importare combustibile nucleare "usato"

LIVORNO. Oggi un rappresentante dell'agenzia russa per l'energia atomica (Rosatom) ha convocato una conferenza stampa a Mosca a margine di un forum dedicato all'innovazione ed ha detto ai giornalisti che «La Russia non pensa di importare del combustibile nucleare "usato" per riciclarlo. Le informazioni pubblicate da alcuni media americani che affermano che la Russia conta di importare del combustibile usato (irradiato) per riciclarlo sono il frutto di un'immaginazione malata».

Probabilmente "l'equivoco" non nasce affatto da una "immaginazione malata" ma da un articolo pubblicato da World Nuclear News (Wnn) , l'organo di stampa della World nuclear association, cioè delle multinazionali nucleari di tutto il mondo di cui fanno parte anche le imprese statali russe

Il 9 dicembre World Nuclear News infatti scriveva: «Dopo aver collaborato per anni alla conversione dei reattori di ricerca in tutto il mondo per utilizzare il carburante highly-enriched uranium (Heu), la Russia e gli Usa hanno ora accettato di studiare congiuntamente la fattibilità della conversione in Russia del Leu fuel (low enriched uranium) dei propri reattori di ricerca. Dopo un meeting del Nuclear Energy and Nuclear Security Working Group dellla commissione bilaterale presidenziale Russia-Usa a Mosca il 7 dicembre, è stato firmato un accordo tra la compagnia di Stato russa dell'energia nucleare Rosatom e il Dipartimento dell'energia Usa (Doe). Le due organizzazioni hanno preso inizialmente in considerazione la possibilità di convertire sei reattori di ricerca russi da Heu a Leu fuel».

Secondo Wnn, Rosatom ha detto che «Ora c'è una base giuridica per avviare indagini preliminari per la conversione dei reattori di ricerca russi». Le sei unità prese inizialmente in esame a Mosca, compresa l'università nazionale per la ricerca nucleare, e l'istituto RRC Kurchatov e presso l'Istituto di ricerca Jsc per i reattori atomici nella regione di Ulyanovsk.

Il capo di Rosatom Sergei Kiriyenko ha detto a Wnn che «A seguito di studi dettagliati, la conversione dei reattori di ricerca russo da alimentazione da Heu a Leu sarà attuata dove è economicamente e tecnicamente giustificata. Se i risultati degli studi dimostrano che la conversione è fattibile, la effettiva conversione sarà effettuata nell'ambito di un accordo separato.

Molti dei reattori di ricerca del mondo sono stati costruiti per funzionare con carburante Heu, di con uranio235 arricchito ad oltre il 20%. «Tuttavia - spiega il giornale nucleare - il combustibile Heu presenta un possibile rischio di proliferazione, visto che alcuni di questi combustibili potrebbe potenzialmente essere utilizzati per fare una rozza arma nucleare. Poiché fin dagli anni ‘70, gli sforzi internazionali hanno cercato di ridurre questo rischio, convertendo i reattori di ricerca a combustibile low enriched uranium (Leu) all'interno del programmas Reduced Enrichment for Research and Test Reactors (Rertr) e con il rimpatrio del combustibile esaurito e di uranio altamente arricchito non utilizzata nel suo paese di origine, sia gli Stati Uniti che la Russia, per lo stoccaggio sicuro e in ultima analisi, lo smaltimento».

E Kirienko ha sottolineato che «Da quando il programma di ritorno dell'Heu research reactor fuel dai Paesi terzi verso gli Usa e la Russia è cominciato, circa 2700 kg di Heu, sufficiente a produrre 1122 testate nucleari, è stato rimpatriato».

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