[20/12/2010] News toscana
Servizi pubblici in Toscana: riforma sì, ma non controriforma
FIRENZE. La Legge Finanziaria dello Stato del 2009 ai fini della riduzione della spesa pubblica pone l'obiettivo di eliminare le Autorità d'Ambito Territoriali. La stessa Finanziaria invita le Regioni ad attribuire con legge le funzioni esercitate dalle Autorità nel rispetto del principio di sussidiarietà. La Regione Toscana cercando di rispondere a quanto impone il governo, imposta un provvedimento che, secondo Legambiente Toscana, condiziona il già annunciato intervento legislativo in materia di riordino dei servizi pubblici locali previsto entro il primo semestre 2011. Legge che necessità di discussione in tutte le sedi istituzionali, su cui i cittadini nelle loro forme organizzate potranno esprimere il loro parere nei modi e tempi previsti dalla Legge sulla Partecipazione della stessa Regione. Legambiente Toscana pur riconoscendo la necessità di una riforma del settore e l'obiettivo della riduzione della spesa pubblica non condivide l'accelerazione verso scelte che poi sono di fatto irreversibili. Ciò detto, per quanto riguarda il servizio idrico integrato Legambiente Toscana non condivide:
- - l'intervento sugli Ambiti territoriali Ottimali (non richiesto dalla finanziaria) con il passaggio da 6 a 1, costituito dalla dimensione regionale. Per l'acqua l'Ambito Ottimale è appunto rappresentato dalla dimensione di bacino idrografico come definito dalla L.183/89 e poi ripreso per il SII dalla Legge Galli nel 1994. Questo aspetto, allora rivoluzionario, introduce l'elemento fisico e geografico nella gestione della risorsa come determinante e prevalente rispetto ai confini amministrativi. Questo principio per Legambiente andrebbe rispettato, semmai rafforzato e non eliminato o stravolto.
- - il commissariamento, cioè l'attribuzione a commissari regionali di tutte le funzioni che avevano le Autorità di Ambito, lasciando ai sindaci riuniti in Consulte (sulla base degli attuali ambiti territoriali) pareri appunto consultivi, non cogenti, togliendo di fatto alle assemblee elettive comunali e provinciali, già oggi ai margini dei processi decisionali, ogni possibilità di incidere in merito.
Al contempo:
- - in un quadro nazionale incerto in cui ancora non sappiamo se con interventi governativi (vedi decreto legge Milleproroghe) verrà appunto prorogate la scadenza di soppressione delle Autorità di Ambito ora prevista al 31 dicembre 2010;
- - quando ancora si deve votare un referendum sull'acqua richiesto da quasi 1 milione e mezzo di cittadini che chiedono modelli gestionali alternativi;
- - quando in Toscana sono in campo proposte in cui i cittadini possano compartecipare in qualche modo agli investimenti e nello stesso tempo godere di un qualche diritto di controllo sui sistemi gestionali (vedi proposta Unicoop, possibile secondo Legambiente, solo in un sistema interamente pubblico);
- - quando deve essere ancore definito il sistema di controllo (l'Authority) competente in tutti gli aspetti di governo della risorsa idrica (ambientali, sociali ed economici) e che garantisca terzietà di giudizio,
non è possibile prolungare le concessioni di gestione alle Spa pubblico-private (come da loro richiesto) per garantire gli investimenti, questo al di là della necessità di adeguamenti infrastrutturali per il settore, della contingenza economica non favorevole e dell'obiettivo di non far lievitare eccessivamente le tariffe. In tal senso bene ha fatto l'Assemblea dei sindaci ATO 3 Medio-Valdarno ha bocciare una proposta che andava in questa direzione.
Per quanto detto Legambiente Toscana chiede che su questi temi delicati che riguardano servizi essenziali per i cittadini, si apra un confronto serio, trasparente, definito nei tempi e il più ampio possibile.
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