[23/12/2010] News toscana

Il Wwf sul bike sharing: «Troppe criticità»

LIVORNO. Non sarà certo il bike sharing a salvare il mondo dall'inquinamento delle auto. Ingenuo è anche chi pensa di risolvere con appena 24 biciclette nuove nuove, i problemi del traffico. La bici in affitto, adottata già da alcuni anni in molte città italiane, è comunque una buona pratica, iniziativa lodovole e meritoria delle amministrazioni comunali. Non a Livorno, però, dove l'esperimento potrebbe ritorcersi contro i suoi promotori: gli amministratori comunali. Lo spiega il Wwf, che solleva delle perplessità nei confronti delle due ruote condivise: «In assoluto siamo favorevoli, ma era meglio investire in altri progetti. In città i rischi di un fallimento sono molti», ha spiegato Diego Guerri, presidente del Panda. Una stroncatura a metà, solo un po' meno dura di quella che sempre oggi, arriva dal coordinamento toscano Fiab, il quale ha parlato di una sorta di operazione di immagine «per promuovere la sostenibilità delle amministrazione verso la mobilità ciclistica».

In città, non mancano esperienze negative quando si parla di due ruote di proprietà pubblica. Anche l'assessore comunale Bettini, secondo alcune indiscrezioni, sembra sia cosciente che un fallimento, è qualcosa di più di un'ipotesi. Al di là degli atti vandalici che si sono verificati nel recente passato, ci sono due aspetti fondamentali da prendere in considerazione per la buona riuscita del progetto: oltre al fatto che a Livorno il mezzo a pedali in questione è uno dei più diffusi, e che in ogni famiglia non manca una biciclettaccia, per dare il via alla proposta di bike sharing, sarebbe necessaria una capillare campagna informativa.

Due i nodi sui quali punta il Wwf per argomentare la sua critica: «E' una critica costruttiva, lo vogliamo sottolineare, perché crediamo all'uso delle bici e alla mobilità sostenibile che però deve essere inserita nel contesto giusto, e Livorno non è il posto forse non lo è. Secondo noi, il bike sharing, si adatta a grandi metropoli dove esistono parcheggi scambiatori oppure a luoghi turistici. A Livorno, i parcheggi scambiatori sono praticamente inutilizzati e le presenze turistiche non sono quelle di Siena o Firenze. Non è da considerare dunque improbabile un fallimento. Per evitarlo è necessario una campagna informativa forte. In tema di mobilità sostenibile e di azioni finalizzate alla promozione dell'uso della bici, le priorità sono gli investimenti per le piste ciclabili, il miglioramento delle aree pedonali, e i parcheggi per le due ruote». Come inizio, per l'avventura del bike sharing, non c'è male. Vedremo cosa farà il Comune per garantire la proposta di una buona pratica.

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