
[14/01/2011] News
LIVORNO. Le principali associazioni ambientaliste - Greenpeace, Legambiente e WWF - assieme a tre delle principali organizzazioni del settore delle fonti rinnovabili - Fondazione sviluppo sostenibile, Kyoto Club e Ises Italia - hanno presentato oggi le loro proposte per la riorganizzazione del sistema degli incentivi alle fonti rinnovabili proponendo una serie di emendamenti al decreto proposto dal governo il cui obiettivo è quello di migliorare il testo e al contempo garantire stabilità al mercato delle rinnovabili, l'efficienza negli incentivi e il perseguimento degli obiettivi fissati al 2020.
Per le suddette associazioni, infatti, lo schema di decreto, pur contenendo alcuni elementi positivi (in particolare fa notevoli passi in avanti per quanto concerne l'incentivazione della generazione termica e della biomassa), prevede una revisione dei meccanismi incentivanti che rischia di bloccare lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia, in particolare di alcune tecnologie più promettenti come l'eolico e il solare fotovoltaico, e che potrebbe avere conseguenze negative per l'intero settore.
«Sarebbe molto grave - dichiarano i rappresentanti delle associazioni coinvolte - se l'effetto netto del decreto fosse proprio quello di mettere in discussione la capacità del Paese di centrare gli obiettivi europei del 2020, ostacolando l'importante occasione di sviluppo di filiere industriali in Italia e la creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro, oltre a quelli già creati fino ad oggi».
Gli emendamenti proposti dalle associazioni toccano alcuni dei punti del decreto. In particolare si critica la limitazione degli impianti solari fotovoltaici a terra, proponendo di distinguere i casi di aree agricole di pregio dalle altre e affidando la competenza alle Regioni. Inoltre si richiede la riduzione del taglio del prezzo dei Certificati Verdi del 15% del valore attuale, e non del 30%, più congruo rispetto ai costi effettivi.
«Non vorremmo che - concludono i rappresentanti - dopo un'assurda campagna di disinformazione sulle fonti rinnovabili, il Governo con l'intento ufficiale di sistematizzare gli incentivi alle rinnovabili, ne provochi di fatto un rallentamento se non il blocco di alcune tecnologie».