
[20/01/2011] News
LIVORNO. Ad Algeri, la capitale dell'Algeria è stata avviata una procedura urgente di raccolta degli pneumatici usati ed i giornali scrivono che questo «E' per evitare il loro utilizzo come durante i disordini provocati dai giovani che hanno espresso il loro malessere».
Insomma si vuole evitare che gli pneumatici fino ad ora abbandonati senza che nessuno se ne curasse vengano presi dai manifestanti anti-governativi che li hanno utilizzati nei giorni passati per incendiarli e costruire barriere di fiamme e fumo contro le forze di polizia.
I responsabili della città di Algeri e dei comuni dell'area metropolitana hanno ricevuto una circolare del ministero degli interni e delle Collectivités locales, che intima di togliere dalle strade tutti gli pneumatici abbandonati e diversi secteurs urbains hanno già avviato la raccolta, in modo da dissuadere i giovani ad appiccare il fuoco per sfuggire meglio alle cariche della polizia o per non essere colpiti da lacrimogeni e proiettili di gomma e di piombo.
"Le Temps d'Algérie" ha provato a contattare alcuni comuni che, nonostante le operazioni di pulizia in corso, negano di aver ricevuto la nota ministeriale, ma ammettono di aver raccomandato ai gommisti ed ai rivenditori di pneumatici di non gettare le gomme di auto e camion usate lungo le strade pubbliche (cosa evidentemente fono ad ora non "raccomandata" ), una misura di tutela che stranamente avrebbero preso improvvisamente e tutti insieme senza nessuna pressione da parte del governo. Ma il giornale di Algeri sottolinea: «Ricordamo che questa misura è stata presa giusto dopo i disordini, cioè un giorno dopo, forse in piena rivolta. Pare sia un'iniziativa della quale si sono incaricati i Servizi di sicurezza. Altre fonti ci hanno confermato che dei cittadini hanno partecipato a questa attività».
Intanto la Ligue algérienne pour la défense des droits de l'homme (Laddh) e 4 sindacati indipendenti (Napap, Cla, Satef, Coordination sections Cnes) hanno indetto per domani alla Maison des syndicats di Algeri, un incontro nazionale per «Discutere della situazione attuale e dei metodi da attuare e delle azioni da portare avanti per impedire la marginalizzazione di un numero sempre più grande di giovani e, nello stesso modo, impedire che il Paese non sprofondi ancora di più nel caos», del quale il fumo nero degli pneumatici incendiati è diventato il segnale più visibile.
Il tentativo è quello di creare un fronte sindacale libero in Algeria che sia il motore di una nuova alleanza politico-sociale che si faccia interprete della nuova coscienza della società civile. Rachid Malaoui, presidente del Syndicat national autonome des personnels de l'Administration publique (Snapap) ha detto a "El Watan", il più noto giornale algerino, che i partecipanti all'incontro «Si sono sentiti interpellati dalla situazione catastrofica che attualmente prevale nel Paese», per lo stato di estremo disagio in cui vivono i giovani. Le 5 organizzazioni che organizzano l'incontro sono convinte che «Non possiamo lasciare le cose in questo stato. E' urgente fare qualcosa. Con il tempo, tutti hanno compreso che il cambiamento verrà non dal potere ma dalla società civile. D'altronde, non possiamo più agire come se nulla fosse successo».
Laddh, Napap, Cla, Satef e Cnes chiedono «che siano liberati quelli che vengono considerati come provocatori di disordini perché sono stati coloro che hanno contribuito con le loro decisioni ed atti di gestione autoritari a fabbricare gli "émeutiers" ad essere i primi a dover comparire davanti alla giustizia». Le 5 organizzazioni esigono anche che venga tolto lo stato di emergenza ed un'apertura in campo mediatico, politico, sindacale e associativo, «Al fine che i conflitti possano essere regolati con la forza del diritto che si faccia carico degli interessi e delle preoccupazioni della maggioranza della popolazione e non dal diritto di una forza che protegge gli interessi di una minoranza».