[20/01/2011] News

Anche in Francia spot pro-nucleare e contro-spot e denuncia

LIVORNO. Come in Italia, anche in Francia è impossibile sfuggire allo spot pro-nucleare di Areva diffuso in 30 canali Tv con 1.500 passaggi. Una campagna di propaganda nucleare mondiale da 20 milioni di euro  pagata dai contribuenti francesi, visto che la multinazionale atomica è di proprietà dello Stato per il 90%.

Réseau "Sortir du nucléaire" ha fatto il suo contro-spot e il 14 gennaio ha presentato una denuncia davanti al jury de déontologie publicitaire contro la pubblicità "L'Épopée de l'énergie" accusando Areva di «manipolazione indotta da questa propaganda di massa, destinata a far passare il nucleare per un'energia del futuro, pulita e che coesiste in armonia con le rinnovabili».

Areva sta occupando lo spazio mediatico nascondendo le sempre più numerose critiche che emergono anche in Francia sul nucleare e presentandosi come esperta di energie rinnovabili.

"Sortir du nucléaire"  si chiede cosa resti dell'indipendenza dei media e descrive ironicamente lo spottone nuclearista: «Al termine di un viaggio nel tempo, con un colpo di bacchetta magica,  uscita dai combustibili d fossili, niente CO2 e lavoro duro e sporco! Per estrarre l'uranio, non c'è più bisogno dei minatori. Non più lavoratori sotto-pagati esposti alle radiazioni, né scorie radioattive e parole sulle emissioni cancerogene dalle centrali di La Hague: è la vita da sogno made in Areva, liscia e sterilizzata. In questo mondo meraviglioso, nucleare e rinnovabile vivono un matrimonio felice. Un'ipocrisia gigantesca, mentre lo Stato, principale azionista di Areva, si dà da fare per uccidere le energie del futuro: classificazione dell'eolico tra le installazioni inquinanti, moratoria sull'acquisto dell'elettricità solare... Con questo costoso inganno, Areva conta prima di tutto di lustrare un blasone molto appannato da molteplici sconfitte, e ad iscriversi in una storia fatta di visione del futuro».

Invece il presente di Areva somiglia ad una specie di incubo: l'Epr in crescenti difficoltà, problemi in Niger, conflitti con gli altri della lobby nucleare,guerre di successione interne, una filiera nucleare francese che subisce continui incidenti in un parco di centrali nucleari invecchiate che si confronta con le enormi cifre dello smantellamento o del prolungamento della loro esistenza, la sicurezza dei lavoratori del nucleare e l'irrisolvibile rebus dello smaltimento delle scorie nucleari...

François Mativet, di Réseau "Sortir du nucléaire", dice che «La scelta di un film di animazione lo dimostra bene: per nascondere le sue magagne, ad Areva resta solo il virtuale per persuaderci!»

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