[27/01/2011] News

Scorie nucleari: i "mixer pulse-jet" di Handford non funzionano

LIVORNO. Secondo il Seattle Times «Sembra uno sci-fi thriller: gas pericolosi si producono in un gigantesco "drum" di scorie nucleari. Esplodono, sputano contaminazione, che minaccia i lavoratori e la gente. Oppure si paralizza una struttura che costa ai contribuenti 12,2 miliardi dollari». E' lo scenario di quel che potrebbe accadere nel deposito di scorie nucleari di Handford (Nella foto), nello Stato Usa di Washington, se il materiale radioattivo non viene tenuto "in movimento".

Per questo già anni fa gli ingegneri hanno proposto una soluzione: mettere all'interno dei drums giganti dell'impianto pompe che funzionano come "giant turkey basters". Utilizzando l'aria dell'aspirazione, avrebbero inghiottito e risputato i fanghi radioattivi, agitandoli costantemente.

Ma da interviste, audit, progetti, documentazione ed e-mail interni ed esterni emerge che, nonostante le centinaia di milioni di dollari di tasse investiti e di quasi un decennio di sforzi, questi "mixer pulse-jet" non si sono dimostrati in grado di funzione e lavorare in sicurezza.

La "miscelazione" di Hanford è diventata un caso di studio e spiega molto del perché della crisi dei progetti di vetrificazione delle scorie nucleari. I problemi tecnici rivelano come tecnologie spacciate come all'avanguardia e i passi falsi della gestione portino a insuccessi, ritardi, aumento dei costi e finiscano spesso in illeciti ed in inchieste penali.

Il Seattle Times  fa l'esempio di Walt Tamosaitis, un ingegnere e manager di alto livello di uno dei contractors di Hanford, che ha pagato con la fine della sua carriera le denunce sul cattivo funzionamento dell'impianto nucleare. Né il Dipartimento federale dell'energia (Doe), né la sua azienda hanno sostenuto le sue accuse ed hanno detto che il problema della miscelazione delle scorie è ormai risolto, ma scienziati ed esperti non ne sono affatto convinti.

Si prevede che l'impianto di trattamento di Hanford avvii le scorie nei tanks sotterranei e nei grandi  drums dove gli elementi radioattivi vengono separati e vetrificati. Un lungo processo che richiede i pulse-jet mixers per mescolare le scorie. Il deposito nucleare di Hanford contiene fino a 1.700 pound di plutonio 239, sparsi nei 53 milioni di galloni di altri veleni. Si tratta di un elemento pesante che tende a fissarsi sul fondo dei drums. «Nel corso del tempo - scrive il giornale Usa - troppe particelle si potrebbero raccogliere e innescare una reazione a catena». Ed è anche già successo: nel 1999 in Giappone i lavoratori di un impianto di riprocessamento non si accorsero che si era accumulato troppo uranio, improvvisamente ci fu un lampo di luce blu ed una intensa ondata di radiazioni. Due operai sono stati colti da vomito entro un'ora. Uno è morto in 12 settimane, l'altro in sette mesi. «Questa è solo una possibilità - spiega il Seattle Times  -  Le particelle di plutonio o, come questo materiale, qualsiasi altro elemento pesante,  potrebbero anche costruire una trappola e rilasciare idrogeno che poi potrebbe esplodere. Agitarle non dà nessuna assicurazione che queste particelle non si accumulino». Inoltre i jet mixers non sono mai stati utilizzati su questa scala o con un mix di sostanze chimiche e isotopi radioattivi.

Alcuni dei contenitori di Hanford devono essere installati in "black cells," aree che si ritengono così "hot" per la radioattività che nessuna strumentazione umana può essere applicata. Questo significa che niente si può rompere o guastare per i decenni che richiedono le operazioni. Questi mixer devono anche garantire lo svolgimento di due lavori contrastanti: devono essere abbastanza forti da contenere e tenere insieme le scorie e abbastanza delicati da non emettere nell'aria particelle con troppa forza. Una cosa che può mandare in tilt le pompe o danneggiare l'edificio dei drums, ma anche bloccare l'intero impianto da 12,2 miliardi dollari.

I jet mixers sono stati testati nel 2000, ma da allora sono emerse molte questioni, anche se la costruzione dell'impianto delle scorie è andata avanti mentre gli ingegneri cercavano di affrontare nuovi problemi. Problemi che sono venuti puntualmente fuori intorno alla metà del decennio passato. Bechtel National, uno dei principali contractors a cercato di riprogettare velocemente alcune cose. Ma nonostante la costruzione dell'impianto continuasse, il Government Accountability Office, il braccio investigativo del Congresso Usa, ha detto che la riprogettazione e i ritardi hanno portato ad un aumento dei costi di almeno  300 milioni di dollari. La Bechtel ha invitato la stampa a visitare l'impianto di trattamento delle scorie, ma quando i giornalisti hanno cominciato a fare domande si è rifiutata di rispondere sulle possibili ricadute di questa sci-fi thriller story. 
Nel 2005, il Doe ha messo insieme un team di esperti per individuare le principali problematiche dell'l'impianto.  Tamosaitis, che lavorava per la Bechtel, era il capo del gruppo che si è occupato anche dei  pulse-jet mixers. Il Doe ha fissato un termine per trovare le soluzioni ai problemi, ma non è stato rispettato. Nel 2009 il Pacific Northwest National Laboratory (Pnnl), il centro di ricerca del Doe, ha detto che era tutto a posto, anche se i jet mixers avevano fallito diversi test. Tamosaitis, su richiesta del Doe, si dimise da capo del team, ma dopo .accusò Doe, Bechtel ed il subcontractor Urs di averlo minacciato per aver sollevato problemi di sicurezza dell'impianto. I manager della Bechtel volevano effettuare i test sulla base di computer models, Tamosaitis ha insistito per fare esami di laboratorio su larga scala e controllando il progetto per la Bechtel ha scoperto che l'azienda avrebbe pesantemente influenzato, insieme ad un funzionario del Doe, tutto l'iter per  assicurarsi che qualsiasi cosa proposta e fatta dalla società fosse approvata. In caso contrario, il Doe poteva trattenere una parte di un pagamento di 6,3 milioni di dollari. Un altro manager ha dichiarato la risoluzione dei problemi della miscelazione delle scorie è così legato a meschini problemi di carriera e di compensazioni monetarie che  sembra di essere in un supermercato messicano.

Nel febbraio 2010 Tamosaitis si era lamentato che le sue proposte fossero state ignorate e le risposte fossero del tutto inadeguate. A giugno ha accusato Pnnl e Bechtel di avere un approccio sbagliato alla sicurezza dell'impianto, che non prevede il minimo margine di errore. Il giorno dopo è stato scortato fuori dal sito nucleare e trasferito in un uffici etto nel piano interrato di un altro edificio dove il suo lavoro era «Non far niente». Solo dopo settimane e nuove ricerche indipendenti di scienziati di università Usa, la Bechtel ha dovuto ammettere che la mancanza di estesi test su vasta scala era rischiosa. Il Defense Nuclear Facilities Safety Board, un comitato federale nominato dalla Casa Bianca, si è detto d'accordo. A ottobre, uno scienziato del Board ha detto che la Bechtel «sta continuando a portare avanti la costruzione con notevole rischio tecnologico e di incertezza».

I funzionari del Doe ed un altro team di scienziati e contractors che lavorano all'impianto non sono d'accordo, ma dicono finalmente: «Riconosciamo ci sia bisogno di uno spazio per le domande». Doe e  Bechtel hanno accettato di condurre nuovi test e poco prima di Natale il safety board a precisato che i test serviranno perché gli altri «Non sono stati sufficienti» ed ha ribadito che esiste il rischio di esplosioni e di reazioni a catena. I nuovi test su vasta scala potrebbero richiedere due anni. Però, nel frattempo la costruzione degli impianti per le scorie continuerà.

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