[07/02/2011] News

WikiLeaks: il misterioso relitto nucleare delle Filippine e il contrabbando di uranium bricks

LIVORNO. Il Philippine Daily Inquirer riprende le rivelazioni di WikiLeaks su un contrabbando di uranio, in seguito ad un naufragio avvenuto nelle Filippine nel  2007. Un cablogramma dell'ambasciata americana a Londra, che cita una fonte "non identificata", spiega che l'uranio trafugato era «Già appartenente agli Usa». E che «Nelle filippine hanno lavorato con diversi subacquei che erano stati precedentemente contattati per ricevere informazioni perché avevano trovato cinque o sei uranium bricks in un relitto sott'acqua»

Il dispaccio datato 21 novembre 2007 e inviato al Dipartimento di Stato Usa dall'ambasciatore Usa in Gran Bretagna, Robert H. Tuttle, non rivela la posizione del relitto, ma afferma che i contatti degli americani avevano «espresso il desiderio di vendere i bricks per profitto». Nel dispaccio Tuttle spiega anche che aveva già informato la Central intelligence agency sulle «Possibile incidente da contrabbando nucleare», ma che «Ancora non ho ricevuto una risposta».

Nel cablogramma vengono definiti "unknown" fornitore, stato del trasporto e destinazione dei materiali nucleari. In quanto alla messa in sicurezza del relitto e dell'uranio contenuto nelle sue stiva, Tuttle scrive: «Le autorità del Regno Unito e delle Filippine non le hanno ancora notificate». E' evidente che l'ambasciatore Usa dice che la Gran Bretagna è in qualche modo coinvolta nella vicenda di cui anche gli americani sanno molto, tanto che Tuttle allega al dispaccio «Nove foto della sostanza in questione». In realtà il mistero della soffiata agli americani è già stato svelato: è  arrivata una telefonata da un "deep-sea salvage merchant" britannico con base a  Sheffield, che ha avvisato l'ambasciata Usa che i suoi soci in affari nelle Filippine aveva trovato sei "mattoni" di uranio in un relitto sott'acqua. E' stato proprio il mercante inglese a fornire le 9 foto e a dire che i suoi soci filippini avrebbero voluto vendere l'uranio al miglior offerente. Non è chiaro se gli americani abbiano acquistato il loro uranio smarrito nel naufragio.

Il Philippine Daily Inquirer ha chiesto un commento all'ambasciata americana a Manila, ma la portavoce Rebecca Thompson, ha detto che «Il governo Usa non commenta i materiali, inclusi i documenti classificati, che potrebbe essere stati trafugati. Non possiamo parlare riguardo all'autenticità di tali documenti forniti alla stampa».

Anche i filippini hanno le bocche cucite: J. Eduardo Malaya, portavoce del dipartimento degli esteri ha detto che funzionari del ministero «In genere non commentano il contenuto delle comunicazioni interne di un altro governo. L'informazione contenuta in questo particolare memo è grezza e non verificata». Che l'uranio sia affondato e trafugato nel mare delle Filippine e che probabilmente sia stato contrabbandato nel Paese, sembra un dettaglio trascurabile. La prudenza è probabilmente dovuta al fatto che i file di WikiLeaks sul relitto nucleare e il contrabbando di uranio arrivano nel momento peggiore, proprio quando il presidente filippino sta analizzando il Visiting forces agreement, che regola la condotta delle forze armate Usa nelle Filippine.

Renato Reyes Jr., segretario generale di Bagong Alyansang Makabayan (Bayan - nuova alleanza patriottica), una coalizione di forze della sinistra, ha descritto come "allarmante" la relazione Wikileaks: «La nota solleva un sacco di domande sul perché ci sarebbero  mattoni di uranio sul territorio filippino. Siamo un paese che non consente le armi nucleari, né che sia operativo qualsiasi impianto a propulsione nucleare. I materiali nucleari sono detenuti dagli Usa.  Si può solo pensare ad un qualche ente americano con capacità nucleari. E queste sono le truppe Usa. La domanda è: quali sono queste forze Usa e che stanno facendo con il materiale nucleare nel nostro Paese?. C'è stata una nave statunitense che affondata, ed è questa che viene descritta come un relitto sott'acqua? Questa nave era a propulsione nucleare?».

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