
[08/02/2011] News
ROMA. I senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta hanno presentato un'interrogazione ai ministri dell'interno, dello sviluppo economico e dell'ambiente sugli scontri avvenuti ieri notte in Val di Susa tra polizia e manifestanti antinucleari che protestavano contro il passaggio di un treno carico di scorie nucleari diretto dal Piemonte a La Hague, in Francia.
I due senatori Ecodem scrivono nell'interrogazione: «Secondo quanto riportato dall'Agenzia Ansa il 7 febbraio 2010, "è ripresa regolarmente intorno alle 7 la circolazione ferroviaria sulla linea Torino-Modane (Francia), bloccata all'alba per circa due ore per una manifestazione contro il nucleare. I manifestanti - hanno precisato fonti di Trenitalia - hanno bloccato la circolazione dei treni nei pressi delle stazioni di Condove - Chiusa di San Michele e di Bussoleno, subito dopo il passaggio di un treno che trasportava scorie nucleari dall'Italia verso la Francia. La manifestazione si é svolta senza incidenti e la Polizia ferroviaria, intervenuta sul posto, ha identificato alcuni dei manifestanti. Le scorie nucleari presenti sul convoglio contestato provenivano da Saluggia, paese di circa quattromila abitanti del Vercellese che é stato sede del reattore sperimentale "Avogadro RS-1", chiuso nel 1971, e che oggi e' ancora il sito adibito allo stoccaggio di elementi di combustibile nucleare irraggiato. Una volta varcato il confine italo-francese, le scorie vengono inviate a centri speciali di trattamento, dove vengono messe in sicurezza e poi riportate in Italia. Questo programma di smaltimento dovrebbe esaurirsi entro il febbraio 2012"».
Ma Ferrante e Della Seta (rispettivamente ex direttore ed ex presidente di Legambiente) riportano anche la denuncia del circolo di Vallesusa di Legambiente, che dice che la vicenda sarebbe andata diversamente: «Verso le quattro del mattino - si legge in un comunicato dell'associazione - parte una prima carica a freddo e violenta sulle persone, circa una ventina, la carica continua...a questo punto le persone vengono perquisite, ad alcuni viene chiesto di togliersi le giacca e le scarpe...e alcuni vengono fotografati di fronte e di profilo - di fatto una vera e propria schedatura».
I due senatori evidenziano che «Pertanto secondo questa versione le cariche sarebbero partite prima dell'arrivo del treno. Inoltre pare che il treno sia stato fermo tra Sant'Ambrogio e la stazione di Condovè per molto tempo; a prescindere da come si siano svolti davvero i fatti in oggetto, quanto accaduto in Piemonte in occasione del passaggio di un treno carico di scorie nucleari proveniente da Saluggia e diretto in Francia, è una brutta premessa al nuovo corso atomico progettato dal governo: mancanza di trasparenza e militarizzazione del territorio non sembrano un metodo praticabile per la gestione di rifiuti e impianti nucleari; quanto accaduto conferma in particolare l'assoluta mancanza di trasparenza su tutta la filiera del ciclo dei rifiuti del nostro ‘vecchio' nucleare. E' anche grave che in Piemonte non venga rispettata la legge regionale che prevede che i cittadini residenti nei territori attraversati dai convogli carichi di scorie vengano debitamente informati sui trasporti e sui piani di emergenza associati; soprattutto a Saluggia, dove al momento è custodito l'85% dei rifiuti nucleari italiani; la gestione delle scorie radioattive, per non parlare dei nuovi impianti che il governo vorrebbe realizzare, non può avvenire tenendo all'oscuro le comunità locali. Il rispetto di basilari princìpi di condivisione, trasparenza e informazione quando si tratta di nucleare, è reso tanto più doveroso dalla sentenza n. 33/2011 della Corte Costituzionale che ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 (Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99) nella parte in cui non prevede che la Regione interessata, anteriormente all'intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere in ordine al rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari».
Per questo Della Seta e Ferrante chiedono ai tre ministri interpellati di conoscere: «Se intendano immediatamente, e attraverso quale strumento normativo, recepire la sentenza della Corte Costituzionale n. 33/2011 con la quale è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nella parte in cui non prevede che la Regione interessata, anteriormente all'intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere in ordine al rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari; se intendano fornire urgentemente tutti i dettagli sulla dinamica effettiva dell'episodio in oggetto, e in particolare sul fatto che sia o meno stato garantito in questo caso il diritto costituzionale a manifestare pacificamente e su quali direttive siano state fornite alle forze dell'ordine».