[14/02/2011] News

Aumento delle temperature e piovosità costante: in uno studio del Cnr la "storia" del clima italiano dall'Unità ad oggi

FIRENZE. La data dell'Unità d'Italia (1861), presa anche a riferimento per analizzare l'evoluzione climatica nel nostro Paese negli ultimi 150 anni. «Il 1861 è stato più freddo rispetto ai valori medi dell'ultimo trentennio del secolo scorso, tuttavia è stato più caldo se ci riferiamo a inizio Ottocento» ha dichiarato Teresa Nanni, ricercatrice dell'Istituto di scienze dell'atmosfera (Isac) del Cnr di Bologna.

I trent'anni di riferimento (arco temporale che corrisponde ad una convenzione a livello internazionale) in questo caso sono quelli che vanno dal 1971-2000. La ricercatrice ha poi fatto notare che, analizzando le serie storiche dei dati a disposizione, si verifica un decremento della temperatura dall'inizio dell'800 fino al 1890 circa, dopodiché, con qualche oscillazione si assiste ad una risalita, fino a raggiungere un massimo intorno al 1950.

«Le temperature in seguito si mantengono stabili sino agli anni '70 quando - ha continuato la dottoressa Nanni - ritornano a incrementare il loro valore fino al primo decennio del XXI secolo, periodo in cui si registrano i tre anni più caldi dell'intera serie: 2001, 2003 e 2007».

Dallo studio realizzato dal gruppo di climatologia storica dell'Isac-Cnr di Bologna in collaborazione con il dipartimento di Fisica dell'Università di Milano, è emerso anche che, a fronte di un aumento medio delle temperature, la piovosità è rimasta praticamente costante, con il 1861 meno piovoso (0,91%) rispetto alla media del periodo di riferimento 1971-2000, mentre il primo decennio di vita dell'Italia unita è stato in linea con la media del periodo considerato, anche se decisamente più secco rispetto ai primi sessant'anni del XIX secolo.

«Per questo parametro del resto il trend di lungo periodo è molto meno evidente che per la temperatura e la debole tendenza alla decrescita è spesso sotto la significatività statistica oltre che fortemente dipendente dalla regione e dal periodo considerato» ha concluso la ricercatrice del Cnr.
Lo studio, attraverso il quale sono state ricostruite le variazioni climatiche avvenute in Italia negli ultimi due secoli, si basa sull'analisi dei dati presenti nella banca dati dell'Isac.

Si tratta di un database di serie storiche secolari (relative all'intero territorio italiano) che contengono parametri meteorologici, con informazioni riguardanti temperatura, precipitazioni, pressione atmosferica, copertura nuvolosa, eliofania, umidità relativa e pressione parziale di vapore.

 

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