[17/02/2011] News

Inquinamento acustico vicino agli aeroporti: limiti e sanzioni spettano agli Stati

LIVORNO. Nelle aree urbane vicino agli aeroporti, gli Stati possono sanzionare il superamento dei livelli massimi delle emissioni acustiche misurate al suolo. Perché, pur non rientrando nelle misure previste dalla direttiva specifica sull'inquinamento acustico, si tratta comunque di misure volte a tutelare diritti fondamentali come il diritto alla tutela dell'ambiente.

Lo sostiene l'avvocato generale Pedro Cruz Villalón della Corte di Giustizia Europea che affronta la questione sollevata dal Conseil d'État (Belgio). La Corte Belga, infatti  chiede se la  normativa della Regione di Bruxelles-Capitale che sanziona l'inquinamento acustico provocato dagli aeromobili che utilizzano l'aeroporto di Bruxelles-National sia compatibilità con la direttiva europea sull'inquinamento acustico (2002/30).

La questione riguarda l'aeroporto di Bruxelles‑National che è ubicato nel territorio della regione delle Fiandre, ma che comporta rotte che sorvolano anche la regione di Bruxelles‑Capitale ad una quota molto bassa.

Per cui, nel 1999 il consiglio della Regione di Bruxelles‑Capitale ha adottato un regime che fissa i valori acustici massimi per il passaggio di aeromobili sulla Regione, oltre i quali il passaggio di un aeromobile può essere sanzionato con un'ammenda. Un'ammenda stabilita in funzione di diversi criteri tra cui il livello di rumore in decibel nel luogo di destinazione, e non alla fonte.

In virtù di tale disciplina nel 2007 l'Institut Bruxellois de Gestion de l'Environnement, (organismo regionale competente per il controllo della normativa ambientale) ha sanzionato la compagnia aerea Eat (sanzione amministrativa di euro 56.113), per violazione della normativa regionale (in particolare è stata contestata alla Eat l'emissione dai suoi aeromobili, in orario notturno, di rumori).

La direttiva 2002/30, si pone come obiettivo quello di contrastare l'inquinamento acustico negli aeroporti dell'Unione. Per questo disciplina l'adozione e gli effetti delle restrizioni operative. E nel determinare i presupposti per l'adozione di tali restrizioni operative, la direttiva rimanda al superamento di determinati livelli massimi di rumore misurati alla fonte (vale a dire presso l'aeromobile stesso) e non al suolo. Per l'avvocato generale la restrizione operativa è una misura di divieto, assoluto o temporale, di carattere preventivo e oggettivo, che vieta categoricamente, e non solo ostacola, l'accesso di un aeromobile civile a un aeroporto dell'Unione.

Conseguentemente, la disciplina sanzionatoria regionale belga, intesa a reprimere il superamento di determinati livelli massimi di emissioni acustiche misurate al suolo in aree situate in prossimità di un aeroporto, non rientra nell'ambito di applicazione della direttiva 2002/30, perché non è una restrizione operativa. Infatti, la disciplina della Regione di Bruxelles-Capitale non vieta ex ante, totalmente o per un certo periodo di tempo, l'accesso all'aeroporto di Bruxelles‑National, bensì vieta di superare determinati livelli di emissioni: nulla impedisce ad un aeroplano di atterrare e decollare, ma in caso di superamento dei limiti stabiliti dalla normativa sanziona.

Inoltre, l'avvocato generale precisa che la direttiva 2002/30, prevedendo un criterio di misurazione delle emissioni acustiche degli aeromobili alla fonte, non impedisce la previsione di una misura nazionale diversa da una restrizione operativa e che applica un criterio di misurazione al suolo delle emissioni acustiche. Perché agli Stati non è impedito di adottare disposizioni in materia ambientale che incidono indirettamente sulle norme relative all'aviazione civile armonizzate da tale direttiva.

Del resto la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sancisce il diritto fondamentale alla vita privata e familiare e al domicilio, riconoscendo espressamente un diritto alla tutela dell'ambiente. Fra l'altro, la Corte europea dei diritti dell'uomo non solo ha dichiarato in diverse occasioni che l'inquinamento acustico rientra nell'ambito dell'ambiente, ma ha anche riconosciuto che le emissioni acustiche prodotte dagli aeroplani giustificano - e talora impongono - l'adozione di misure attive di tutela da parte degli Stati.

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