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Come scoprire 1.150 specie animali in un cortile

Una sfida tra 3 scienziati durante i lockdown porta a risultati sorprendenti sulla biodiversità nelle aree suburbane
 |  Natura e biodiversità

Lo studio “The house of a thousand species: The untapped potential of comprehensive biodiversity censuses of urban properties”, pubblicato su Ecology dal matematico Matt Holden e dal biologo Andrew Rogers dell’’università del Queensland – Brisbane e dal  tassonomista sudafricano Russell Yong della North-West University è il risultato di una sfida tra tre coinquilini per identificare le specie intorno alla loro casa condivisa di Annerley, nel centro di Brisbane, in Australia, durante i lockdown per il Covid-19 nel 2020, che in 12 mesi ha portato alla scoperta di 1.150 specie di animali, piante e funghi.

Holden ricorda che «Abbiamo chiesto a un gran numero di ecologisti e scienziati ambientalisti quante specie si sarebbero aspettati di trovare in questo ambiente e ne avevano previste solo 200. Ma dopo 60 giorni di indagini, avevamo già scoperto 777 specie. Questo dimostra che le case e gli appartamenti suburbani potrebbero avere molta più biodiversità di quanto si sia mai immaginato, soprattutto quando si tratta di insetti».

L'idea del censimento delle specie del cortile di casa è nata quando Rogers è andato a pulire la sua stanza dalla ragnatele e si è chiesto quanti ragni ci fossero nella sua proprietà. Holden spiega che »Noi tre abbiamo presto immaginato un piano per setacciare la casa e il cortile alla ricerca di altre creature che risiedevano accanto a noi».

L'indagine ha rivelato una ricca biodiversità che comprende 436 specie di falene e farfalle, 56 diversi ragni, 8 rettili e 56 uccelli.

Le specie di uccelli includevano il podargo strigoide, il kookaburra sghignazzante, il mangiamiele faccia azzurra, il lorichetto arcobaleno, la tortora della Cina e l'ibis bianco australiano. Ma Holden racconta di altre scoperte: «Gli scinchi dalla lingua blu andavano in letargo sotto il garage e di notte le api Amegilla cingulata fasciate di  blu e le ape orsacchiotto dormivano nelle siepi sotto la finestra anteriore».

Ma i ricercatori sono rimasti sorpresi soprattutto dalla scoperta di 3 specie precedentemente non registrate nell’Atlas of Living Australia, il principale database australiano sulla biodiversità: una zanzara, un flebotomo e un verme piatto invasivo, il Platydemus manokwari, responsabile del declino delle popolazioni autoctone di lumache in tutto il mondo.

Holden racconta ancora meravigliato: «La casa era un ecosistema complesso di specie che interagiscono: ci siamo imbattuti nella falena Scatochresis innumera, che come bruco trascorre tutto il suo tempo nutrendosi dello sterco di un opossum dalla coda a spazzola prima di emergere come adulto. La Parilyrgis concolor è un'altra specie di falena il cui bruco vive nelle ragnatele e per sopravvivere divora la cacca dei ragni».

Holden è convinto che le case di tutte le aree urbane potrebbero ospitare una biodiversità simile e conclude: «Dipende da come le persone si prendono cura delle loro case e dei loro giardini: mantenere alberi e arbusti a bassa manutenzione ed eliminare prati curati e pesticidi aumenterà significativamente il numero di creature trovate. Non devi viaggiare per entrare in contatto con la vasta gamma di specie australiane, basta guardare nel tuo giardino».

Redazione Greenreport

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