I cuccioli di Megalodonte erano più grandi di un essere umano

Arrivavano a circa 2 m, anche nutrendosi delle uova non schiuse mentre erano ancora nel grembo materno

[18 Gennaio 2021]

Il gigantesco squalo Megalodonte, che poteva raggiungere i 15 metri di lunghezza e che dominava gli oceani circa 3,6 milioni di anni, dava alla luce cuccioli più grandi della maggior parte degli esseri umani adulti. A rivelarlo è lo lo studio “Ontogenetic growth pattern of the extinct megatooth shark Otodus megalodon— implications for its reproductive biology, development, and life expectancy”, pubblicato su Historical Biology da un team di ricercatori statunitensi. Mentre l’enorme squalo estinto ha lasciato una ricca documentazione fossile costituita  principalmente solo dai suoi denti e sono noti alcuni resti di gigantesche vertebre. Si sa poco sulla biologia di questa creatura perché gli scheletri di squalo sono per lo più fatti di cartilagine.

Ma i  ricercatori sono riusciti a capire di più sulla biologia riproduttiva, la crescita e l’aspettativa di vita del megalodonte grazie a una tecnica di scansione TC alla quale hanno sottoposto una vertebra custodita dal Muséum des sciences naturelles de Belgique. In base a confronti con le vertebre dei moderni grandi squali bianchi (Carcharodon carcharias), si stima che il fossile largo oltre 15 cm  provenga da un Megalodonte di 9 metri di lunghezza.

Le immagini della scansione hanno mostrato che le vertebre avevano 46 fasce di crescita, che sono simili agli anelli degli alberi, il che significa che l’enorme squalo era morto all’età di 46 anni.  Calcolando a ritroso la lunghezza del corpo dello squalo quando si è formata ciascuna fascia, i ricercatori hanno scoperto che «le dimensioni del Megaldonte alla nascita erano di circa 2 metri di lunghezza, il che significa che l’antico squalo dava lla luce i cuccioli più grandi del mondo degli squali».

Il principale autore dello studio, il paleobiologo Kenshu Shimada della DePaul University di Chicago, evidenzia che «Essendo uno dei più grandi carnivori mai esistiti sulla Terra, decifrare tali parametri di crescita di O. megalodon è fondamentale per comprendere il ruolo che svolgono i grandi carnivori nel contesto dell’evoluzione degli ecosistemi marini».

Lo studio suggerisce i cuccioli di megalodonti raggiungessero queste dimensioni in parte nutrendosi di uova non schiuse, mentre erano ancora nel grembo materno, una forma di cannibalismo intrauterino noto come oofagia che una caratteristica ancora presente in alcuni squali moderni.

E’ interessante notare che gli “embrioni nati in anticipo” nel gruppo di squali Lamniformes imangiano le uova non schiuse circostanti e, almeno tra gli attuali squali tigre, occasionalmente si nutrono anche di altri fratelli schiusi. Il risultato è che solo pochi embrioni sopravviveranno e si svilupperanno, ma ciascuno di essi può diventare considerevolmente grande alla nascita. Anche se probabilmente è energeticamente costoso per la madre allevare embrioni così grandi, i neonati hanno un vantaggio perché le loro grandi dimensioni riducono le possibilità di essere mangiati da altri predatori.

Un altro autore dello studio, Michael Griffiths  della e, William Paterson University of New Jersey, aggiunge che «Le informazioni presentate in questo nuovo articolo e in altri nostri lavori recenti che dimostrano quanto fosse grande il Megalodonte rispetto ad altri squali hanno notevolmente aumentato la comprensione della biologia del Megalodonte». Ma il fatto che un cucciolo di Megalodonte fosse quasi il doppio degli squali adulti più grandi che vivono ancora sul nostro pianeta è sbalorditivo.

Martin Becker, anche lui della William Paterson University, aggiunge: «I risultati di questo lavoro gettano nuova luce sulla storia della vita del Megalodonte, non solo su come cresceva il  Megalodonte, ma anche su come si sono sviluppati i suoi embrioni, come li partoriva e quanto tempo avrebbe potuto vivere».

Shimada  conclude: «Lo studio dimostra anche che lo squalo è cresciuto senza significativi “scatti di crescita” ad un tasso medio di circa 16 centimetri) all’anno, almeno durante i primi 46 anni della sua vita secondo i dati. Questa scoperta indica che il Megalodonte era sufficientemente grande (alla nascita per competere con altri predatori e per evitare di essere mangiato. Inoltre, un modello di curva della crescita basato sulle vertebre sembra indicare che la sua aspettativa di vita era di almeno 88 -100 anni».