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I serpenti hanno coscienza di sé

Una specie ha superato un "test dello specchio" modificato basato sull'olfatto
 |  Natura e biodiversità

Per decenni gli scienziati hanno utilizzato il “test dello specchio” per determinare se specie diverse sono in grado di riconoscersi. Il test è semplice:  gli animali, quando vengono contrassegnati con vernice in qualche parte del loro corpo e posti davanti a uno specchio, se cercano di capire cosa sia quella colorazione artificiale vuol dire che si riconoscono e che hanno coscienza de i sé come individui. Il test dello specchio, che si pensa misuri l'intelligenza sociale,  è stato superato da primati, cetacei, elefanti e persino da alcuni pesci. ma in pochoi pensavano che i rettili, con i loro sensi e la loro vita “alieni” rispetto a quella degli esseri umani, potessero avere coscienza di sé.  Ma il nuovo studio “Olfactory self-recognition in two species of snake”, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B dai ricercatori canadesi  Troy Freiburger, Noam Miller e Morgan Skinner del Department of psychology della Wilfrid Laurier University – Waterloo, dimostra che ci sbagliavamo.

La nuova ricerca corrobora i risultati  dello studio “Chemically mediated self-recognition in sibling juvenile common gartersnakes (Thamnophis sirtalis) reared on same or different diets: evidence for a chemical mirror?” pubblicato su Behavior nel 2021 da un team di ricercatori dell'Università del Tennessee - Knoxville, basato sul riconoscimento di sostanze chimiche realizzato con 24 serpenti giarrettiera orientali e che aveva analizzato l'interesse dei serpenti per i rivestimenti delle loro gabbie rispetto a quelli di altri serpenti con diete simili e dissimili. Osservando per quanto tempo un serpente muoveva la lingua, il team dell'Università del Tennessee - Knoxville ha anche dimostrato che i serpenti si concentravano sui propri odori più che su ogni altro.

L'autore principale di quello studio, lo psicologo comparativo Gordon Burghardt, intervistato nel 2022 da National Geographic ha detto che «Se li studi nel modo giusto, poni le domande giuste e rispetti la loro biologia e il loro modo di affrontare il mondo. i serpenti dimostrano molti degli stessi meccanismi cognitivi e percettivi degli altri animali».

Nel nuovo studio gli scienziati canadesi hanno sottoposto due specie di serpenti - serpenti giarrettiera orientali (Thamnophis sirtalis sirtalis) e pitoni reali (Python regius) -  a una variante del test dello specchio: data la scarsa vista dei rettili hanno a fatto appello al loro senso dell'olfatto manipolando gli odori dei serpenti e osservando se riconoscevano il cambiamento e ne erano incuriositi.

Dall’esperimento è venuto fuori che i serpenti giarrettiera orientali potrebbero riconoscere i propri odori, evidenziando che i rettili sono cognitivamente più complessi di quanto si pensasse.

I ricercatori hanno testato 18 pitoni reali africani, una specie di serpente solitaria, e 36 serpenti giarrettiera orientali, noti per essere molto più socievoli . Hanno raccolto campioni di olio corporeo dai serpenti e li hanno posizionati in una lunga arena di prova dove c’erano 5 dischetti di cotone imbevuti di aromi diversi: l'odore del serpente, il suo odore mescolato con olio d'oliva, olio d'oliva puro, l'odore di un altro serpente e l'odore di un altro serpente mescolato con olio d'oliva. Registrando per quanto tempo i serpenti muovevano la lingua (il modo in cui i rettili odorano, assaporano e, in molti modi, "vedono"), il team ha misurato il loro interesse per ciascun profumo.

I pitoni reali africani hanno passato una quantità di tempo simile ad “annusare” ciascun odore. Ma i serpenti giarrettiera orientali prestavano molta più attenzione al proprio odore mescolato con olio d'oliva. Per gli scienziati questo vuol dire che i serpenti giarrettiera si sono riconosciuti sono rimasti incuriositi dal cambiamento inaspettato nel loro odore.

Miller ha detto a New Scientist:  «Fanno prolungati  gesti con la lingua solo quando sono interessati o stanno indagando su qualcosa. Potrebbero pensare: “Oh, è strano, non dovrei avere un odore così"»

Però altri ricercatori come  Johannes Brandl, filosofo dell'Universität Salzburg. i ricercatori canadesi non avrebbero davvero dimostrato che i serpenti siano capaci di riconoscersi: «Questa interpretazione diventa plausibile solo se si riesce a stabilire una correlazione con il comportamento sociale», ha detto a New Scientist 

Ma per  Rulon Clark, un biologo della San Diego State University, anch'egli non coinvolto nello studio, i risultati sono significativi: «Per molti sensi, penso che il loro paradigma sperimentale sia più potente dei test dello specchio – ha dichiarato al New York Times - Una superficie specchiata altamente riflettente non ha molti analoghi ecologici. Ma incontrare e comprendere l’importanza dei segnali chimici lasciati da te e dai tuoi conspecifici è probabilmente un aspetto profondamente importante della storia naturale di questi animali».

Redazione Greenreport

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