Il falco pescatore nidifica sulla Duna Feniglia a Orbetello
Una new entry tra le zone di nidificazione del Falco pescatore in Italia
[27 Aprile 2022]
Su un nido artificiale realizzato dal Nucleo Carabinieri tutela biodiversità della riserva naturale statale di Duna Feniglia (gestita dal Reparto CC Biodiversità di Follonica) si è insediata una nuova coppia di falco pescatore (Pandion haliaetus) e il 25 Aprile c’è stata la deposizione del primo uovo.
L’osservazione puntuale è stata possibile grazie all’installazione di una telecamera sul nido, finanziata dal progetto “Falco pescatore” sostenuto dai parchi Nazionali dell’Arcipelago toscano e dell’Asinara e dai parchi regionali della Maremma, di Migliarino San Rossore e di Porto Conte.
Lo staff del progetto spiega che «La coppia è composta da un maschio molto giovane (3 anni), Odaba, sicuramente alla prima riproduzione. E’ nato nella vicina Oasi Wwf di Orbetello, dove è stato inanellato e dotato di gps. Dopo il primo anno di vita trascorso lungo la costa meridionale della Sicilia, prevalentemente ad Eraclea è tornato in Italia centrale ed ha girovagato tra parco della maremma e lago di Corbara in Umbria ma anche con una puntata più a nord ed un escursione nell’arcipelago toscano. Nei primi mesi dell’anno ha cominciato a frequentare il nido di Feniglia e poco dopo l’ha raggiunto una femmina sconosciuta che è stata denominata Ansedonia. Forse proprio per un po’ di inesperienza del maschio i comportamenti riproduttivi sono andati per le lunghe ed il 25 aprile è la deposizione più tardiva accertata da quando il falco pescatore ha ricominciato a nidificare in Italia (2011) su 41 eventi controllati. Questo fa sì che il delicatissimo periodo di cova (38-44 giorni) e quello di allevamento dei piccoli (altre 8-10 settimane) coincidano con un momento di grande afflusso turistico nell’area».
Per questo, e per salvaguardare la riproduzione di questa rara specie della quale quest’anno in Italia si segnalano solo 6 nidi, Il Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica ha vietato l’accesso nelle immediate vicinanze dell’area di nidificazione. La riserva statale è costituita infatti da una pineta costiera e da habitat di grande interesse paesaggistico e di elevato valore naturalistico, ai quali occorre avvicinarsi con passione e rispetto. L’area protetta è inoltre dichiarata Zona di protezione speciale ai sensi della direttiva Direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, concernente la conservazione degli uccelli selvatici.
Il Generale Davide De Laurentis, Comandante del Comando Biodiversità e Parchi del CUFA dell’Arma dei Carabinieri, ha evidenziato che «Duna Feniglia è una delle 150 Riserve naturali statali e foreste demaniali gestite dai carabinieri forestali attraverso il Raggruppamento e i Reparti CC Biodiversità. Si tratta di veri e propri scrigni di biodiversità che costituiscono una rete di aree protette tutelate in maniera assoluta. La nidificazione del Falco pescatore a Duna Feniglia rappresenta un evento eccezionale e, al di la della qualità e del livello di tutela dell’ambiente, conferma che le sinergie e le collaborazioni tra le istituzioni ai fini di un comune e importante obiettivo, come quello di proteggere le risorse naturali del Paese, siano sempre vincenti».
Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi e ideatore del progetto falco pescatore, conclude: «La nidificazione del Falco pescatore a duna Feniglia è la dimostrazione di una buona gestione dell’area per la qual cosa faccio i complimenti ai carabinieri forestali. Sono particolarmente contento della scelta che abbiamo fatto di istallare una telecamera sul nido, mentre in altri casi siamo andati sul sicuro, nel senso che c’erano state nidificazioni negli anni precedenti, in questo caso siamo andati dietro ad un’intuizione, suggerita dalla nostra esperienza».