La compagnia petrolifera Perenco contro le tribù incontattate dell’Amazzonia peruviana

Ha chiesto che non venga riconosciuta l’istituzione della Reserva Indígena Napo Tigre

[18 Agosto 2022]

Survival International denuncia che «La compagnia petrolifera anglo-francese Perenco sta premendo sul governo del Perù affinché sia cancellata la proposta di creazione di una riserva per le tribù incontattate del Napo-Tigre, nel nord dell’Amazzonia peruviana. La compagnia vuole infatti poter continuare le sue attività di trivellazione nella zona, mettendo in estremo pericolo le tribù incontattate che vi vivono».

Nel dicembre 2019, l’Organización de Pueblos Indígenas del Oriente  (ORPIO) e Suvival   hanno diffuso per la prima volta fotografie aeree dei popoli incontattati di Napo-Tigre, rendendo la loro esistenza innegabile. Inoltre, sono state presentate più di 400 prove scientifiche, tra cui anche dichiarazioni giurate di residenti locali. Anche la compagnia  Barrett Resources, che operava nel territorio di Napo-Tigre prima di Perenco, aveva confermato l’esistenza di tribù incontattate nella zona.

Il 25 luglio, dopo anni di lotte da parte delle organizzazioni indigene, la Commissione incaricata della creazione della Riserva ha finalmente riconosciuto l’esistenza delle tribù incontattate di Napo-Tigre. «Un passo fondamentale per la tutela dell’area che ha richiesto quasi 20 anni – sottolinea Survival – e che oggi è messo a rischio dalla richiesta della Perenco e dalla campagna del governo regionale, compromettendo ancora una volta la sopravvivenza dei popoli incontattati, i più vulnerabili del pianeta».

In un comunicato l’ORPIO fa il punto della situazione: «La compagnia petrolifera Perenco Peru Petroleum , attraverso un’istanza legale di opposizione contro il Ministero della Cultura, ha chiesto che la Calificación Favorable della domanda per la creazione della Reserva Indígena Napo Tigre (Loreto) fosse annullata e di venire inclusa nel processo di valutazione. Questa istituzione.

La Calificación Favorable viene rilasciato, dal Ministero della Cultura del Perù una volta individuata la sussistenza di ragionevoli indicazioni per avviare l’iter di costituzione di una riserva indigena, ente previsto dal quadro normativo a tutela del territorio e della vita delle popolazioni indigene in una situazione di isolamento e di primo contatto.

Ma a giugno il ricorso della Perenco è stata presentato e ammesso dal sesto Juzgado Constitucional della Corte Superior de Justicia di Lima e l’ORPIO fa notare che «Se venisse emessa una sentenza favorevole alla compagnia, il processo di creazione della Reserva Indígena Napo Tigre sarebbe leso, poiché è noto che in passato la compagnia petrolifera ha svolto diverse azioni per prevenirlo. Inoltre, il suo inserimento [della Perenco] nel processo di creazione della Riserva Indigena rappresenterebbe un conflitto di interessi perché i Blocchi 67 e 39, operati da Perenco, si sovrappongono al territorio dei Popoli Indigeni in Isolamento (PIA), esponendoli al contatto. Cosa potrebbe comportare un rischio di genocidio di queste popolazioni estremamente vulnerabili».

La Perenco  si fa forte dell’opposizione alla creazione della Reserva Indígena Napo Tigre  da parte di tre comunità, raggruppate nella Federación de Comunidades Nativas del Alto Curaray y Arabela (Feconaca)  che trarrebbero vantaggi economicicdalla concessione petrolifera, ma la sentenza della cortr del 2009 evidenzia che «Le comunità interagiscono con l’azienda e beneficiano dell’attività estrattiva del Lotto 39» e l’ORPIO ricorda che «Ci sono più di 20 comunità native contrarie che supportano attivamente la creazione della Reserva Indígena Napo Tigre  e la protezione dei popoli indigeni in isolamento. Oltre alle loro organizzazioni rappresentative: la Organización Kichuaruna Wangurina del Alto Napo (ORKIWAN), la Federación de Comunidades Nativas del Río Tigre (FECONAT) y la Federación de Comunidades Nativas del Medio Napo, Curaray y Arabela (FECONAMNCUA).

Il presidente dell’Asociación Interétnica de Desarrollo de la Selva Peruana (AIDESEP), Jorge Pérez Rubio, aggiunge che «L’impresa Perenco contravviene e sottovaluta i diritti umani dei nostri fratelli e sorelle in isolamento, che ogni azienda deve rispettare. Sia AIDESEP che l’ORPIO stanno promuovendo la tutela dei diritti fondamentali dei popoli in situazione di isolamento e di primo contatto, nonché la creazione di Riserve Indigene, che sono in ritardo di diversi anni».

Survival International fa notare che «La compagnia diretta da François Perrodo, pilota automobilistico amatoriale e tra gli uomini più ricchi di Francia, conta una lunga storia di denunce per gravi danni all’ambiente e alle comunità locali, in Africa e in America Latina – e le sue operazioni sono notoriamente riservate. La Perenco si oppone alla creazione della riserva Napo-Tigre da anni, e la recente istanza legale di opposizione alla creazione della nuova riserva non è un’azione isolata. Insieme ad autorità della regione di Loreto e a portatori di grandi interessi petroliferi e del gas, la compagnia è coinvolta anche in una campagna pubblica contro la creazione e protezione delle riserve indigene. Ad esempio, in aprile hanno chiesto al governo di abrogare la legge nazionale per la protezione dei popoli indigeni in isolamento (conosciuta in Perù come legge PIACI); negano costantemente l’esistenza dei popoli incontattati; e, ai primi di agosto, il Governatore di Loreto ha scritto al governo chiedendo “l’annullamento dell’intero iter PIACI”». Survival ha scritto al Presidente di Perenco, François Perrodo, ma ad oggi non ha ottenuto risposta.

La compagnia petrolifera spagnola Repsol si ritirò dall’area dopo un’indagine del Consiglio etico del Ministero delle Finanze norvegese che portò al ritiro degli investimenti fatti dal Fondo pensionistico nazionale norvegese nella compagnia, per violazioni dei diritti dei popoli incontattati. Ciò nonostante, il Perù ha assegnato nuovamente le concessioni sul lotto petrolifero, alla Perenco.

Teresa Mayo, ricercatrice di Survival International, conclude: «Adesso che ha finalmente riconosciuto in modo ufficiale l’esistenza delle tribù incontattate di Napo-Tigre, il Perù non può voltare loro le spalle. Il governo ha l’obbligo di agire tempestivamente per la creazione e protezione della riserva. Non gli permetteremo di cedere di nuovo alle pressioni delle aziende, per quanto potenti siano».