Le Aree marine protette e la transizione ecologica
A Brindisi giornata di confronto su strategie, prospettive, governance e buone pratiche
[22 Giugno 2022]
La giornata tematica di confronto “AMP, strategie e governance, verso la transizione” che si tenuta oggi a Brindisi, promossa da Federparchi e dalla Riserva Naturale di Torre Guaceto, si è concentrata sulle prospettive delle Aree Marine Protette alla luce degli ambiziosi obiettivi europei che mirano ad avere il 30% della superficie marina protetta entro il 2030 a fronte di un attuale 16% (cifra più che contestata dagli ambientalisti presenti al convegno). Ad oggi le Amp attive sono 29 più due parchi sommersi; cinque quelle in via di istituzione.
Aprendo il convegno, il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi ha ricordato i problemi della crisi climatica e della siccità che sta toccando l’Italia collegandoli con la necessità che la transizione ecologica sia realizzata valorizzando la tutela della biodiversità che costituisce anche un motore di sviluppo sostenibile.
Secondo Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi, «Le aree marine protette in Italia costituiscono un importante tassello del sistema delle aree protette, ad esse si aggiungono alcuni parchi nazionali prospicenti a mare. La superficie marina tutelata, tuttavia, è insufficiente rispetto all’obiettivo europeo di raggiungere il 30% entro il 2030. E’ necessario un’azione importante per incrementare la superficie protetta con nuova AMP ed azioni di sostegno al comparto che presenta eccellenze naturalistiche a livello internazionale, ma ha bisogno di essere strutturato e meglio sostenuto rispetto a come avviene attualmente».
Antonio Nicoletti, responsabile aree protette Legambiente e componente della giunta di Federparchi, ha rimarcato che «L’Italia è il Paese più ricco di biodiversità in Europa e le AMP sono fondamentali sia sul fronte della conservazione della natura che su quello dello sviluppo sostenibile. “I Pescatori, come a Torre Guaceto e in tante altre realtà, hanno compreso l’importanza delle AMP per la loro attività. Lo stesso vale per quanto riguarda la gestione sostenibile dei flussi turistici. Occorre però aggiornare i metodi di gestione e di governance ed accelerare l’istituzione di nuovi siti. Sono circa trenta le nuove aree marine protette che potrebbero essere varate in tempi brevi».
Il presidente della AMP di Torre Guaceto Rocky Malatesta, ha sottolineato come le AMP costituiscano una parte rilevante del sistema delle aree protette: «Siamo pronti ad aumentare le superfici protette a mare – ha affermato – ma serve che la transizione sia effettiva. Anche nella governance è necessaria la condivisione delle scelte con le opportune verifiche, affinchè mezzi e servizi messi a disposizione delle AMP siano effettivamente proficui e utili allo scopo».
Al convegno è intervenuta anche l’assessora all’ambiente della Regione Puglia, Grazia Maraschio, che ha detto: «La Puglia ha un ecosistema marino con grandi bellezze e centinaia di chilometri di costa – ha affermato, ma vi è la necessità di intervenire in modo organico sulle aree marine per rafforzare e valorizzare il loro ruolo di conservazione della natura e di volano di sviluppo sostenibile. Non possiamo pensare che il mare sia una risorsa infinita, serve un sistema regionale di aree marine protette che siano connesse fra di loro».