Zone di tutela biologica italiane: le tigri di carta (VIDEO)
Indagine MedReAct: quella delle Tremiti è una ZTB fantasma, nella ZTB delle Barbare la pesca a strascico non è mai finita
[4 Novembre 2022]
In concomitanza con il lancio dell’MSA on-line ATLAS, MedReAct ha pubblicato l’inchiesta “ZTB: le tigri di carta” che denuncia quello che succede nelle Zone di Tutela Biologica (ZTB) delle isole Tremiti e delle Barbare, che conferma che i pescherecci a strascico entrano indisturbati in aree che dovrebbero essere chiuse.
MedReAct ricorda che «La normativa italiana, per promuovere il recupero di stock sovrasfruttati, prevede la possibilità di vietare l’attività di pesca in aree – denominate Zone di Tutela Biologica (ZTB) – importanti per la riproduzione o l’accrescimento di specie ittiche commerciali. Nel corso degli ultimi decenni, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF) ha istituito almeno 26 ZTB, dove l’attività della pesca a strascico è del tutto vietata o consentita solo in alcuni mesi dell’anno. Alcune di queste zone sono adiacenti ad aree marine protette, per estenderne i benefici delle misure di tutela, mentre altre sono state istituite in aree dove si è registrata la presenza di importanti habitat ittici». In alcune aree dove le aree marine protette (AMP), previste anche da molti anni dalle leggi dello Stato e da trattati e convenzioni internazionali firmati dall’Italia, non sono mai state istituite – come l’Arcipelago Toscano e il Conero – i contrari all’istituzione dalle AMP propongono proprio le Zone di Tutela Biologica come alternativa locale e più efficace e controllabile. Il rapporto europeo e quello internazionale dimostrano che in realtà è esattamente il contrario.
Come evidenzia la responsabile di MedReAct Domitilla Senni, «La nostra indagine sulla ZTB delle Isole Tremiti rivela come quest’area sia protetta solo su carta anche per l’assenza di controlli, come denunciato dai piccoli pescatori che subiscono le incursioni illegali della pesca a strascico. Chiediamo al nuovo governo italiano di garantire che i divieti di pesca a strascico siano pienamente applicati per sostenere il recupero degli stock ittici e la tutela degli habitat sensibili».
Per valutare l’efficacia delle ZTB, nel 2017 il MIPAAF ha commissionato all’istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irbim CNR) lo studio “Rating the effectiveness of fishery-regulated areas with AIS data” che è stato pubblicato nel marzo 2019 su Ocean & Coastal Management, che è stato condotto in 12 ZTB – Miramare, Porto Falconera-Caorle, Chioggia Tegnue, Fuori Ravenna, Barbare, Tremiti, Al largo della Puglia, Area prospiciente Amantea, Penisola di Sorrento, Banco di Santa Croce, Coste meridionali del Lazio, al largo delle coste dell’Argentario – e dal quale è emersa «Una sostanziale mancanza di rispetto del divieto di strascico nelle aree esaminate». L’analisi dei dati Automatic Identification System (AIS) ha rivelato che «Il divieto di strascico veniva rispettato solo in una ZTB, mentre le restanti 11 erano soggette ad attività di pesca a strascico illegale, per un totale di 193 mila km pescati illegalmente da 217 pescherecci, su una superficie corrispondente al 72,4% delle ZTB oggetto di studio». In alcuni casi, come per la ZTB delle Tremiti, le attività illegali ricoprivano il 100% della zona protetta, mentre in altre ZTB – come quella delle Barbare – oltre il 50% della loro superficie».
L’inchiesta di MedReAct dedica un approfondimento proprio a queste due ultime Zone di Tutela Biologica. Ecco le due schede:
La ZTB delle Tremiti
La ZTB delle Tremiti, situata al largo delle Isole Tremiti in uno specchio d’acqua in cui si trovano nursery di nasello, fu istituita in via sperimentale per tre anni nel 20044 , con il divieto assoluto di esercitare la pesca del novellame di qualsiasi specie e la pesca a strascico. Nel 2009 la ZTB divenne permanente ma l’area è stata riaperta alla pesca a strascico tra il 1 novembre e il 31 marzo, nonostante la contiguità con l’area marina protetta delle Tremiti. Nei restanti mesi dell’anno il divieto di strascico sembra sia rimasto solo su carta.
I dati AIS disponibili sulla piattaforma di Global Fishing Watch, segnalano, nella ZTB, attività di pesca a strascico per un totale di 54 giorni di pesca apparente nel periodo di divieto del 2020 e del 2021. Queste attività sarebbero state condotte da pescherecci provenienti principalmente dai porti di Termoli, Vieste e Manfredonia. Mentre tra il 31 marzo e il 1° maggio 2022, periodo in cui era in vigore il divieto di strascico, è stata osservata un’attività di pesca a strascico apparente da parte di 52 pescherecci per un totale di 175 giorni. Nella primavera del 2022, per trovare un riscontro a quanto segnalato dai tracciati AIS, MedReAct ha raccolto le testimonianze dei piccoli pescatori delle Tremiti e di operatori locali, che confermano la perdurante illegalità della pesca a strascico nella ZTB delle Tremiti.
I riferimenti alla “pesca” devono essere intesi nel contesto dell’algoritmo di rilevamento della pesca di Global Fishing Watch, che rappresenta il miglior tentativo di determinare lo “sforzo di pesca apparente” sulla base dei dati del Sistema di Identificazione Automatica (AIS) raccolti tramite satelliti e ricevitori terrestri. Poiché i dati AIS variano in termini di completezza, accuratezza e qualità, è possibile che una parte dello sforzo di pesca non venga identificata e, viceversa, che una parte dello sforzo di pesca identificato non sia relativo alla pesca. Per questi motivi, Global Fishing Watch qualifica tutte le designazioni dello sforzo di pesca dei pescherecci, compresi i sinonimi del termine “sforzo di pesca”, come “pesca” o “attività di pesca”, come “apparenti”, piuttosto che certe.
La ZTB delle Barbare
La ZTB delle Barbare si trova a quasi 30 miglia al largo di Ancona, su un fondale di circa 70 metri, e ha la caratteristica di custodire al suo interno alcune piattaforme di estrazione di idrocarburi. Fu istituita, come la ZTB delle Tremiti, nel 20047 con un divieto assoluto di esercitare la pesca a strascico. Eppure, nonostante la presenza di 11 piattaforme, le attività di pesca a strascico, già segnalate dallo studio del CNR in oltre il 50% della superficie della ZTB, sembrano continuare ancora oggi.
I dati riportati dall’Atlante sulla pesca a strascico nelle aree protette del Mediterraneo, prodotto dalla Med Sea Alliance8 nel 2022, oltre a fornire un quadro generale sul preoccupante stato di inadempienza nelle ZTB e in altre aree protette del Mediterraneo, segnalano 507 giorni di pesca a strascico “apparente” nella ZTB delle Barbare tra gennaio 2020 e novembre 2021, da parte di 25 pescherecci provenienti da Ancona, Rimini, Senigallia, Fano e Civitanova Marche.
MedReAct conclude: «Questa indagine conferma il panorama di grave inadempienza rispetto ai divieti di pesca delle ZTB italiane, le cui misure di tutela sono state troppo spesso lasciate solo su carta. Il caso della ZTB delle Tremiti, raccontato anche attraverso le testimonianze di chi vive e assiste alle continue incursioni della pesca illegale, è solo indicativo di una situazione più generalizzata di mala gestione della pesca in Italia e delle risorse marine dei nostri mari. Eppure le ZTB, come altre misure di protezione marina dagli effetti distruttivi della pesca, se ben gestite potrebbero contribuire al risanamento degli stock ittici e al futuro di una pesca più responsabile. Un cambio di rotta che però richiede un impegno maggiore da parte delle autorità per la reale tutela di queste aree».