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Il boom delle petroliere con la bandiera del Gabon che aiutano la Russia a evitare le sanzioni

La dark-fleet aumenta e cambia bandiera per evitare controlli ed embarghi
 |  Approfondimenti

Secondo i dati rilevati dalla società di intelligence marittima Windward AI, citata da Bloomberg, a gennaio il numero di petroliere che sventolano la bandiera del Gabon sono aumentate di 5 volte rispetto alla media mensile registrata nel 2023,

Secondo questa indagine, riportata beffardamente anche dalla putiniana Russian Television – RT, alla fine di gennaio oltre 100 navi della “dark-fleet” che innalzano la bandiera  del Gabon stavano navigando lungo le rotte marittime globali, nel 2023 erano solo 20.

Il fenomeno della “dark-fleet”, le navi con proprietà non trasparente utilizzate per disabilitare i sistemi di tracciamento, è emerso sulla scia delle sanzioni imposte a nazioni esportatrici di petrolio come Venezuela e Iran. L’utilizzo di bandiere di comodo si è ampliato significativamente dopo i tentativi occidentali di escludere la Russia dal mercato energetico globale con le sanzioni contro l’invasione russa dell’Ucraina.

Ami Daniel, CEO e co-fondatore di Windward AI, ha detto a Bloomberg che «Il registro della bandiera del Gabon ha iniziato a guadagnare popolarità come bandiera di comodo, offrendo agli stakeholders un rifugio facile ed economico».

La Russia è coinvolta perché la bandiera del Gabon serve ad evitare l’attenzione delle autorità di regolamentazione e a non sottostare all’embargo occidentale. La cosa evidentemente non disturba per niente i militari golpisti del Gabon che il 30 agosto dl 2023 hanno posto fine alla dittatura familiare filo-occidentale dei Bongo, durata ben 56 anni.

Negli ultimi mesi Stati Uniti, Unione europea e i loro alleati hanno cercato – senza troppo successo - di rafforzare l’applicazione del tetto massimo dei prezzi imposto alle esportazioni di petrolio russo, prendendo di mira le imprese  che aiutano a spedire greggio a prezzi superiori alla soglia.

Daniel ha sottolineato che «I controllori marittimi hanno aumentato il controllo su diversi Stati, dove i registri delle flotte sono stati spesso associati ad attività illecite di questo tipo. Bandiere come quelle di Liberia, St. Kitts e Nevis e simili sono state pesantemente prese di mira dalle autorità di regolamentazione, rendendole meno attraenti per i malintenzionati».

Secondo un rapporto di Windward AI, Nel quarto trimestre del 2023, Panama, Liberia e Russia erano i primi tre Stati di bandiera per le navi della “dark-fleet”, ma l’indagine ha anche scoperto che circa 50 delle navi battenti oggi bandiera del Gabon che a gennaio avevano abbandonato le bandiere di Liberia e Panama sono di proprietà di società con sede in Russia.

Insomma, i russi trovano sempre una bandiera per coprire i loro traffici petroliferi e spostare greggio e carburante in giro per il mondo e, se non possono più farlo sotto la bandiera di qualche Paese caraibico possono sempre trovare una giunta golpista africana pronta all’uso.

Redazione Greenreport

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