L’Ateneo di Slow Food torna a studiare i territori geotermici toscani
Diciassette studenti dell’Università degli studi di Scienze gastronomiche sono in viaggio didattico tra le aziende della Comunità del cibo a energie rinnovabili
[29 Marzo 2019]
Per l’Università degli studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo, nata e promossa nel 2004 da Slow Food, i viaggi didattici sono uno strumento unico per comprendere la cultura gastronomica di una regione o di un paese. Un’esperienza costruita attorno alle comunità locali,che quest’anno si rinnova portando in Toscana 17 studenti del corso di laurea triennale – provenienti da Italia, Russia, Venezuela, Germania, Bulgaria, Etiopia –, con un programma completamente incentrato attorno alle aziende appartenenti alla Comunità del cibo a energie rinnovabili (Ccer) dell’area geotermica, allontanandosi solo per una tappa alla fattoria Il Lischeto di Volterra, ovvero la più recente affiliazione alla Ccer.
Nata ormai dieci anni fa grazie ad un’intesa tra CoSviG, Slow Food Toscana, Fondazione Slow Food per la Biodiversità e un gruppo di 14 aziende locali, la Comunità da allora non ha mai smesso di crescere ed evolversi, mantenendo fermi i pilastri dell’iniziativa: possono unirsi alla Ccer solo quelle imprese i cui prodotti agroalimentari provengono da un processo produttivo dove almeno il 50% tra energia termica ed elettrica proviene da fonte rinnovabile, e dove le materie prime sono frutto esclusivo del territorio toscano. Una realtà che oggi viene presa a modello anche dall’International renewable energy agency (Irena), e che ha reso ormai da tempo le aziende Ccer “sedi didattiche” dell’Università di Slow Food.
Il viaggio didattico degli studenti è iniziato ieri con una cena di benvenuto alla Locanda La Ciottolona, e proseguirà fino al 2 aprile, con alloggio all’agriturismo Il Poggiolo di Montieri, che rientra nella filiera dei grani antichi Drago incentrata nelle Colline metaliffere e in quella del cardo promossa dal colosso della bioeconomia Novamont, mentre le visite didattiche toccheranno molte delle eccellenze dei territori geotermici.
Dopo la visita al Parco naturalistico delle Biancane con le sue manifestazioni geotermiche naturali, oggi gli studenti sono attesi all’ormai celebre birrificio geotermico Vapori di Birra e al Panificio Andrea Montomoli, dove la visita al castagneto si sposa con quella presso il laboratorio di panificazione grani antichi; domani invece l’attenzione si sposterà sull’azienda Il Poggiolo e la già citata Fattoria Lischeto, alla scoperta del pecorino delle Balze volterrane Dop, per proseguire poi con una visita al bioagriturismo Il Cerreto del Consorzio di filiera corta del Volterrano.
La giornata di domenica si snoderà invece tra l’azienda agricola Beata Pierangelo con il bioagriturismo Villa Le Bolli e una sosta pranzo al ristorante Il Tinaio, per poi far tappa all’azienda agricola Forabosco Ivana e scoprire così la filiera del Consorzio agnello pomarancino (presidio Slow Food). Protagoniste dell’ultima parte del viaggio didattico saranno infine le serre geotermiche Parvus Flos, dove il basilico cresce grazie al calore della terra, l’azienda agricola e la cantina di Serraiola Wine, per chiudere con il caseificio geotermico Podere Paterno. Un viaggio unico per scoprire – nel solco della millenaria tradizione toscana dedicata al buon vivere e al buon mangiare – l’introduzione delle energie rinnovabili nel settore agroalimentare, come elemento di un percorso coerente con lo sviluppo sostenibile del territorio geotermico.