La Cgil e il rigassificatore di Piombino. La lettera di un iscritto
Riceviamo e pubblichiamo
[4 Ottobre 2022]
CGIL, mia cara,
sono iscritto praticamente da sempre, ho condiviso battaglie, vertenze, scioperi e perfino responsabilità organizzative.
Conosco la logica democratica che indirizza scelte e organismi interni.
Il 20 ottobre ci sarà a Piombino una importante manifestazione per opporsi alla collocazione nel nostro porto del rigassificatore. L’iniziativa, l’ennesima, viene promossa da comitati con sensibilità assai diverse fra loro ma che hanno saputo unirsi sulla difesa dell’ambiente, della sicurezza, delle prospettive di diversificazione economica che sappia tenere insieme la siderurgia ecocompatibile con i nuovi comparti che cercano fra mille difficoltà di consolidarsi.
Si sono intrecciate specificità locali, relative al rigassificatore, con quelle generali che legano il nostro sviluppo alle fonti fossili e alle emergenze quale pratica di governo su e contro i territori.
Questa mobilitazione ha saputo unire la città e ottenere il sostegno di territori vicini e lontani. È riuscita, perfino, a fare convergere forze politiche fra loro lontanissime: riuscendo perfino a ottenere che si aprisse una trasparente contrapposizione fra le posizioni espresse a livello nazionale e le sensibilità locali, di chi conosce concretamente cosa implica un rigassificatore in un porto piccolo, vicino ad aree produttive e alla città, immerso in contesti che urbanisticamente sono votati ad altre e incompatibili attività ..
Ecco, visto tutto questo, ritengo che la CGIL, la mia CGIL, debba coinvolgere i propri iscritti per determinare quale posizione prendere in merito: personalmente auspico che possa aderire, da sola o insieme alle altre organizzazioni confederali, alla manifestazione del 20 e contribuire a sostenerla con uno sciopero generale a livello territoriale.
L’idea che la promessa di compensazioni, che abbiamo sperimentato negli anni essere letali per il nostro territorio, possano essere la risposta ad un esito inevitabile non può essere la nostra. Almeno non può esserlo senza aver messo in campo tutto ciò che è possibile per evitare tale esito.
Per questo, cara mia CGIL, ti scrivo pubblicamente per chiederti di convocare gli iscritti e permetterci di confrontarci sul rigassificatore e sulle azioni da mettere in atto per scongiurarne l’approdo a Piombino.
di Mario Gottini