All’Isola del Giglio nuovi siti di riproduzione per il discoglosso sardo

I lavori del Parco Nazionale per aiutare a far sopravvivere un raro anfibio messo a rischio dalla siccità

[27 Febbraio 2023]

Sono a buon punto i lavori del Parco Nazionale Arcipelago Toscano per la messa in opera di alcune piccole strutture adatte a far riprodurre il Discoglosso sardo (Discoglossus sardus). all’isola del Giglio, specie target in base agli allegati II e IV della Direttiva Habitat e di particolare importanza conservazionistica che vive in pochissime zone, in Sardegna, in Corsica e per quanto riguarda l’Arcipelago Toscano al Giglio, appunto, e a Montecristo.

Iil Discoglosso sardo è un anfibio di medie dimensioni che vive prevalentemente in stagni e acquitrini fino a 1200 metri sul livello del mare. Al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano spiegano che «Gli interventi del progetto tesi al miglioramento degli habitat del discoglosso sardo produrranno benefici in modo indiretto anche su altre specie sia animali che vegetali che popolano gli stessi habitat; sono le specie di vertebrati e invertebrati che usano quegli habitat per vivere, come rifugio, per nutrirsi, per riposarsi durante le migrazioni, per riprodursi».

Al Parco evidenziano che «Le attività, finanziati con fondi europei del progetto Life fanno riflettere sull’importanza dell’acqua, una risorsa indispensabile per tutti gli ecosistemi insulari e per la vita dell’uomo. Il discoglosso, come tutti gli anfibi, cerca ristagni d’acqua per deporre le proprie uova, ma il successo nella riproduzione è fortemente penalizzato dalla siccità o dai cambiamenti drastici delle zone in cui vive. L’obiettivo è quello di realizzare alcuni piccoli stagni artificiali nei quali consentire all’acqua di permanere nei mesi primaverili e soprattutto in quelli estivi».

I siti dove sono stati posizionati i manufatti (in alcuni casi in collaborazione e con l’autorizzazione dei proprietari) sono stati scelti in base alle loro caratteristiche morfologiche e idriche, insieme agli altri elementi del paesaggio. Sono praticamente ultimate le due vasche in mattoncini e cocciopesto realizzate a Giglio Castello, in adiacenza ai fontanili storici, che raccontano come, fin dall’antichità, le popolazioni insulari abbiano avuto cura delle loro sorgenti. Nell’interno e sulla costa, invece, tra le vigne a strapiombo sul mare, è già stato trasportato il materiale per la riqualificazione dei punti d’acqua e nei prossimi due mesi personale esperto andrà a completare i lavori creando nuove forme, simili alle pozze naturali, all’interno delle quali, con la primavera in arrivo, il Parco si augura che possano nuotare numerosi girini.