Goletta Verde in Toscana: stop alle infrastrutture a gas, sblocchiamo le rinnovabili per un futuro di pace
Per il rigassificatore di Piombino hanno ottenuto le autorizzazioni in 6 mesi, per un progetto eolico la media è di 6 anni
[3 Luglio 2023]
La seconda tappa di Goletta Verde approdata in Toscana a Piombino e San Vincenzo è entrata nel vivo con la conferenza stampa “Passato fossile, Presente rinnovabile, Futuro di pace” che ha visto la partecipazione di Paolo Riccucci, Sindaco di San Vincenzo, Katiuscia Eroe, responsabile energia Legambiente e portavoce di Goletta Verde, Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana e Adriano Bruschi, presidente Legambiente Val di Cornia Piombino e che ha messo al centro i temi energetici e le strategie che l’Italia deve mettere in atto per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e quelli di raggiungimento della copertura totale elettrica entro il 2035. «Due steps – dicono a Legambiente – su cui il Paese deve ancora fare molto e in questa partita anche la Toscana deve fare la sua parte visto che il 49% dell’elettricità usata arriva dalle fonti fossili, con un ruolo da protagonista del gas fossile che produce 8,02 TWh/a».
Il Cigno Verde fa notare che «Non a caso quasi la metà della potenza installata in Toscana, pari a 2 GW, è alimentata da centrali a gas “regionali”, che utilizzano circa 1,6 miliardi di metri cubi di gas. Complessivamente, però, i consumi di gas fossile a livello regionale si aggirano intorno ai 4,8 milioni di mc. Una situazione che potrebbe ulteriormente peggiorare dopo l’arrivo del rigassificatore Golar Tundra che si affianca all’ormai noto rigassificatore OLT di Livorno. Infatti, sono ben 3 i progetti di ammodernamento e aumento di potenza presentati al MASE, e riguardano la Centrale di Santa Barbara, la Centrale di Rosignano Marittimo e la Centrale dello stabilimento Nuovo Pignone di Firenze».
Per questo con Goletta Verde Legambiente ha lanciato oggi un appello preciso e diretto: «Stop alle infrastrutture a gas, all’ammodernamento e all’aumento di potenza: sblocchiamo le rinnovabili per un futuro di pace a partire proprio dalla Toscana» e ricorda che «In Toscana sono al vaglio della valutazione in sede statale 19 progetti a fonti rinnovabili che rappresentano uno strumento di crescita e innovazione per il territorio. Non possiamo aspettare anni per cambiare il futuro energetico dei territori del nostro Paese».
Ferruzza ha cdetto che «Nel leggere la politica energetica fossile in questa Regione, due infrastrutture in particolare sembrano di maggiore rilievo, i due rigassificatori di Livorno e Piombino. Infatti, nell’ambito della strategia di diversificazione degli approvvigionamenti di gas e di trasformazione dell’Italia in hub per le importazioni di gas verso l’Europa, le infrastrutture di rigassificazione hanno assunto un ruolo sempre più centrale. Non a caso l’OLT di Livorno nel 2022 ha lavorato a pieno regime facendo registrare un aumento di produzione del gas del 167,4%. Su questo rigassificatore è stato presentato al MASE un progetto per la richiesta di accosti aggiuntivi, già approvato, che aumenterà la capacità di rigassificazione fino a 5 miliardi di metri cubi di gas. Il rigassificatore di Piombino, unica tipologia di infrastruttura energetica ad aver avuto le autorizzazioni in 6 mesi contro i 6 anni che servono per un parco eolico».
Per quanto riguarda il contestatissimo rigassificatore di Piombino, Legambiente fa notare che «Il progetto è stato approvato a marzo 2023, insieme a quello di Ravenna previsto per il 2024, grazie all’articolo 5 del Decreto-legge n.50 del 17 maggio. Ha goduto di procedure autorizzative accelerate saltando la procedura standard di Valutazione d’Impatto Ambientale e ha ottenuto 30 milioni di euro di sussidi l’anno fino al 2043. In questo modo il rigassificatore è attraccato al porto di Piombino in meno di un anno al costo di circa 450 milioni di euro, 350 dei quali per l’acquisto dell’imbarcazione. Il rigassificatore dovrebbe sostare nel porto per tre anni per poi essere spostato a largo e restare in funzione per ulteriori 25. L’infrastruttura potrà rigassificare circa 5 miliardi di metri cubi di gas l’anno e stoccarne 170.000 mc, trasformando la Toscana in uno dei principali territori di importazione di gas verso l’Italia, con il passaggio nel proprio territorio del 15% del gas fossile consumato nel Paese nel 2022».
La Eroe ha aggiunto che «In Toscana nel 2022 sono presenti 2.638 MW di potenza installata da fonti rinnovabili con oltre 65 mila impianti presenti nel territorio regionale. Rispetto all’anno precedente sono stati installati solo 105 MW di nuova potenza rinnovabile elettrica, di cui il 97% è dal fotovoltaico. Seppur in termini produttivi la Toscana arriva a coprire il 51% del fabbisogno energetico elettrico del territorio, è evidente non solo che i numeri dell’installato 2022 sono troppo pochi, ma evidenzia anche la necessità di accelerare i processi autorizzativi e la realizzazione di nuovi progetti, per arrivare agli obiettivi di decarbonizzazione senza dimenticare che ogni kWh prodotto da rinnovabili è un passo in più verso la pace».
L’iniziativa di San Vincenzo è servita anche a fare il punto sulle rinnovabili: «La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili al 2021 è di 8.532 GWh pari al 51% del totale dell’energia elettrica prodotta sul territorio regionale. Entrando nel dettaglio dei territori, sono 272 i Comuni in cui è presente almeno un impianto fotovoltaico che sia su edifici residenziali o aziendali, sui tetti di enti pubblici o privati, sospesi o a terra. Sono invece 60 i Comuni in cui è presente almeno un impianto di eolico, tra grande e minieolico, 69 i Comuni in cui è presente il mini-idroelettrico. Infine, sono 93 i Comuni in cui è presente almeno un impianto da bioenergie, che sia da biomasse solide, liquide o gassose per la produzione non solo di energia elettrica ma anche termica. Interessante anche il dato dei Comuni che possiamo definire 100% rinnovabili elettrici che nel 2022 sono 113, pari 41,5% del totale di quelli presenti nella Regione».