Fatta parzialmente luce sulla misteriosa origine degli pterosauri
Discendono dai lagerpetidi, un gruppo di presunti precursori dei dinosauri
[14 Dicembre 2020]
L’origine e l’evoluzione precoce degli pterosauri, i rettili volanti che hanno occupato i cieli per 150 milioni di anni durante l’Era dei Dinosauri, è stato un argomento di grande interesse scientifico sin dalla scoperta dei primi fossili del gruppo nella seconda metà del XVIII secolo. Ma gli pterosauri appaiono nella documentazione fossile già come forme completamente adattate per il volo e con un’anatomia molto diversa da qualsiasi altro gruppo di rettili. Più recentemente, gli pterosauri sono stati riconosciuti come strettamente imparentati ai dinosauri all’interno del più ampio gruppo degli Archosauria (coccodrilli e uccelli viventi e loro parenti estinti), ma la loro origine e come abbiano evoluto il volo attivo è rimasto un mistero.
Almeno finora, visto che il nuovo studio “Enigmatic dinosaur precursors bridge the gap to the origin of Pterosauria”, pubblicato su Nature da un team internazionale di ricercatori guidato da Martín Ezcurra della Sección Paleontología de Vertebrados del CONICET–Museo Argentino de Ciencias Naturales “Bernardino Rivadavia” e della School of geography, Earth and environmental sciences dell’università di Birmingham, presenta «Prove schiaccianti che i parenti più strettamente imparentati degli pterosauri sono un gruppo poco conosciuto di “precursori dei dinosauri”: i lagerpetidi».
I ricercatori spiegano che «Questo gruppo di rettili visse nell’antico supercontinente di Pangea per la maggior parte del periodo Triassico, da ~ 237 a ~ 210 milioni di anni fa. I lagerpetidi erano conosciuti principalmente per delle ossa dell’anca e degli arti posteriori, ma nuove scoperte di resti cranici e degli arti anteriori aiutarono a collegare le caratteristiche anatomiche dei lagerpetidi a quelle dei primi pterosauri».
La maggior parte dei lagerpetidi rano relativamente piccoli (misurano meno di un metro di lunghezza) e non volavano ancora. A prima vista, questo rende difficile mettere in relazione questi rettili con gli pterosauri ed è per questo che sono stati ignorati per così tanto tempo. Eppure l’analisi di diversi scheletri, alcuni dei quali sono stati scoperti decenni fa, ha portato alla scoperta di almeno 33 tratti che supportano una loro connessione con gli antichi dominatori del cielo.
Queste caratteristiche ncludono denti a tre cuspidi, ossa della mano allungate, pelvi piccole e ossa della caviglia fuse. Infine, questi animali mostravano caratteristiche craniche che suggerivano che avevano un buon senso dell’equilibrio, un possibile indizio dell’origine del volo attivo.
Ezcurra spiega che «Utilizzando scansioni di micro–tomografia computerizzata, siamo stati in grado di ricostruire digitalmente il cervello e l’orecchio interno dei Lagerpetidae utilizzando i resti fossili di due specie conosciute: Dromomeron gregorii e Ixalerpeton brasiliensis. L’orecchio interno ha una regione formata da tre canali disposti su tre piani diversi… e studi su animali vivi dimostrano che i canali con un grado di curvatura più elevato si verificano in animali agili con un eccellente senso dell’equilibrio»-
Una curva caratteristica che si vede sia nei Lagerpetidae che negli pterosauri, ma anche negli uccelli emersi milioni di anni dopo.
Ezcurra continua: «Allo stesso modo, il cervello di questi animali ha sviluppato un cervelletto, che svolge un ruolo importante nell’elaborazione delle informazioni sensoriali. Tuttavia, studi precedenti hanno indicato che il grande cervelletto degli pterosauri era probabilmente correlato al volo».
Inoltre, il fatto che questa caratteristica anatomica sia apparsa prima del volo suggerisce che sia stata sfruttata (e non sviluppata) dagli pterosauri, consentendo loro alla fine di conquistare i cieli.
Ezcurra avverte però che lo studio è ancora piuttosto limitato dalla scarsità di fossili di Lagerpetidae disponibili: «Ci sono aspetti della loro anatomia che ci sono ancora sconosciuti. Gran parte del loro comportamento e di come si siano trasformati in animali volanti rimane un completo mistero».
Le relazioni evolutive svelate da questo team internazionale di 18 paleontologi grazie a diversi fossili rinvenuti in Nord America, Brasile, Argentina e Madagascar, sono diventate comunque «il nuovo paradigma per comprendere l’origine degli pterosauri, fornendo un quadro teorico completamente nuovo per studiare l’origine di questi animali e la loro capacità di volare. Ad esempio, mentre i lagerpetidi stabiliscono la condizione ancestrale dell’origine degli pterosauri, mancano ancora di alcune delle caratteristiche chiave degli pterosauri, tra cui la più eccezionale: le ali. In assenza di informazioni sull’anatomia dei lagerpetidi, ci sono voluti tassi evolutivi molto rapidi per spiegare l’origine degli pterosauri».