Nuovo studio pubblicato su Animal cognition
I cavalli si riconoscono allo specchio, Università di Pisa: «Indica auto-consapevolezza»
Palagi: «Per quanto il dibattito sulla consapevolezza di sé negli animali sia ancora aperto, il lavoro rappresenta un punto di svolta negli studi cognitivi che riguardano il cavallo»
[8 Aprile 2021]
Mi vedo, dunque sono? C’è una domanda semplice e al contempo straordinariamente complessa alla base dello studio che ha per protagonisti i cavalli, appena pubblicato sulla rivista scientifica Animal cognition e condotto presso il Centro addestramento etologico di San Marcello Pistoiese.
«La capacità di riconoscersi allo specchio è indica la presenza di auto-consapevolezza – spiega Paolo Baragli dell’Università di Pisa – lo sviluppo di questa capacità dal punto di vista evolutivo e adattativo è associato alla complessità del sistema sociale cui l’individuo appartiene nonché a sofisticate abilità cognitive che gli permettono di gestire al meglio le relazioni».
I ricercatori, spiegano dall’Ateneo toscano, hanno condotto un mark test, una tecnica assolutamente innocua per gli animali che consiste nell’applicare una marcatura colorata su un punto del corpo che l’animale può vedere solo con l’aiuto di una superficie riflettente. In questo modo il soggetto, se capace di riconoscersi, attua una serie di comportamenti volti a interagire con il segno, provando ad esempio a grattarlo via. Come controllo si applica invece ad alcuni animali una marcatura trasparente, invisibile, che garantisce la stessa sensazione tattile della marcatura colorata, senza però fornire alcuno stimolo visivo. Nel corso dell’esperimento i cavalli con la marcatura visibile hanno dato segni di riconoscersi cercando frequentemente di rimuovere il colore sia direttamente con le zampe, sia strofinando il muso sul terreno o su supporti verticali presenti nell’arena. Questi comportamenti erano estremamente rari quando la marcatura era trasparente.
«Per quanto il dibattito sulla consapevolezza di sé negli animali sia ancora aperto, il lavoro rappresenta un punto di svolta negli studi cognitivi che riguardano il cavallo – conclude la ricercatrice Elisabetta Palagi – Pur non potendo asserire con certezza che essi siano del tutto auto-consapevoli, certamente risultati così chiari nell’uso dello specchio inseriscono il cavallo nella risicata lista di animali le cui capacità cognitive meritano di essere investigate e possono continuare a sorprendere. Considerata la presenza di questa specie nella vita dell’uomo e i suoi impieghi in una moltitudine di campi, conoscere e rispettare le abilità del cavallo e le sue esigenze etologiche è obbligatorio, oltre che necessario».