Petrobras blocca le svendite di Bolsonaro e dismette altri assets

Ma conferma le trivellazioni offshore di petrolio e gas

[5 Settembre 2023]

In base ai nuovi elementi strategici approvati dal Consiglio di Amministrazione Petróleo Brasileiro (Petrobras) dovrebbe «Massimizzare il valore del portafoglio concentrandosi su attività redditizie, ricostituire le riserve di petrolio e gas, compresa l’esplorazione di nuove frontiere, l’aumento dell’offerta di gas naturale e la promozione la decarbonizzazione delle operazioni». Per questo ha annunciato «La fine dei processi di disinvestimento presso Polo Urucu, Polo Bahia Terra, Campo de Manati e Petrobras Operaciones S.A. (filiale Petrobras in Argentina). Per quanto riguarda gli altri asset, la loro permanenza in portafoglio verrà periodicamente rivalutata in base a ipotesi aggiornate di redditività, aderenza strategica, opportunità di decarbonizzazione e fase della loro vita produttiva». Gli eventuali disinvestimenti approvati verran no comunicati  al mercato.

Inoltre Petrobras  prosegue i processi di dismissione della quota del 20% della società Brasympe, proprietaria della centrale termoelettrica (UTE) Termocabo, alimentata a olio combustibile, della quota del 20% nella UTE Suape II, anch’essa alimentata ad olio combustibile, e della quota del 18,8%

diUEG Araucária S.A.

Così, la compagnia petrolifera pubbkica brasiliana mantiene i suoi poli onshore di Urucu e Bahía, il giacimento in acque poco profonde di Manatí e la sua filiale in Argentina, Petrobras Operaciones.

La vendita di questi asset era stata avviata del governo del presidente neofascista del Brasile Jair Bolsonaro che li riteneva non essenziali e puntava a far cassa per concentrarsi sull’esplorazione petrolifera in acque profonde e ridurre il debito. Il ritorno alla presidenza del Brasile di Luiz Inácio Lula da Silva a gennaio ha bloccato alcune di queste operazioni e si prevedeva che Petrobras ne cancellasse altre.

Polo Bahía era in trattative con un consorzio formato da PetroReconcavo ed o Eneva, ma sentenza di un tribunale dello Stato di Rio de Janeiro ha bloccato tutto. La cordata aveva negoziato anche l’acquisto del Polo Urucu nel 2022, ma non aveva raggiunto un accordo con la compagnia statale sul prezzo dell’asset. Campo Manatí e Petrobras Operaciones erano in vendita rispettivamente dal 2020 e dal 2022.