I giovani a 17 mesi giocano ancora con la madre e ne frequentano la tana

Armadillo gigante, una vita segreta. I giovani “bamboccioni” a rischio (VIDEO)

Le trappole fotografiche rivelano nuovi aspetti della vita sociale di questo misterioso mammifero

[24 Febbraio 2015]

L’armadillo gigante ( Priodontes maximus ) che i brasiliani chiamano Tatu-Canastra, è la specie di armadillo più grande e può raggiungere fino a 150 cm di lunghezza e pesare fino a 50 kg. Anche se il loro areale si estende in gran parte del Sud America, di loro non si sa quasi nulla e fino ad ora l’informazione su questi mammiferi corazzati era per lo più aneddotica. Infatti per le sue abitudini criptiche e per la bassa densità della popolazione l’armadillo gigante  viene avvistato molto raramente  e quello che si sa con sicurezza è che è minacciato di estinzione.

A cercare di capirne di più ci sta provando il Giant Armadillo Project – Projeto Tatu-Canastra, in corso nel Pantanal brasiliano ed al quale partecipano anche l’Instituto de Pesquisas Ecológicas e la fazenda Baía das Pedras, si tratta del primo progetto di ricerca ad ampio raggio dedicato a conoscere l’ecologia del Priodontes maximus  e che recentemente è stato esteso anche ad altre specie di armadilli.

Sono proprio i ricercatori del Giant Armadillo Project a scoprire i giochi tra una madre e suo figlio di 17 mesi – che i ricercatori chiamano “Alex” -, ed è la prima volta che viene fotografato un comportamento i questo tipo. e.

Arnaud Desbiez, ricercatore della Royal Zoological Society of Scotland, e coordinatore del the Pantanal Giant Armadillo Project, spiega a BBC Earth che «Prima di questo studio non sapevamo quanto durasse la gioventù di un armadillo gigante aveva ed ancora meno di  quando si disperdono. Sono appena tornato dal campo … ed Alex è ancora nel territorio di sua madre. Anche se non condividono la tana ogni sera, a 17 mesi di età utilizza ancora i cunicoli che sua madre ha scavato e di tanto in tanto continuano a condividere la tana. Alex sta diventando un po’ una celebrità locale, ma questa ultima scoperta indica quanto poco si sa sulla sua specie.

Siamo rimasti sorpresi nel capire quanto sia elevato l’investimento genitoriale. Questa nuova informazione è estremamente importante e dimostra quanto sia raro, e quanta cura richieda ogni cucciolo di armadillo gigante. Dato che le femmine producono pochi figli, ogni animale è estremamente prezioso». Insomma sono le abitudini da “bamboccione” a mettere a rischio la vita dei giovani armadilli giganti.

Secondo Desbiez questo spiega anche perché gli armadilli si sono estinti localmente in diverse zone del loro areale. «Nascono troppi pochi giovani e la cattura di ogni individuo ha enormi conseguenze sulla popolazione».

Gli armadi giganti sono così rari ed elusivi che i ricercatori britannici e brasiliani del Projeto Tatu-Canastra sottolineano: «Nella nostra area di studio nel Pantanal, quasi nessuna delle persone che ci abitano – alcune delle quali vivono nella zona da  tutta la vita – aveva mai visto la specie prima che partisse il progetto».

Ma le trappole fotografiche, finanziate da giardini zoologici nordamericani ed europei, che vengono utilizzate dal team di Desbiez hanno già rivelato molti aspetti della vita segreta degli armadilli giganti.

Nel 2013, il team ha scoperto che le tane degli armadilli giganti sono un importante riparo ed un rifugio termico er oltre 25 specie di animali,  che vanno da lucertole di piccole e grandi dimensioni ai pecari dal collare.

Gli armadilli giganti, pur essendo una sorta di fantasma del mondo animale, sono in realtà dei veri e propri ingegneri ecosistemici: «Animali che modificano o creano habitat per le altre specie – dicono i ricercatori — è un altro esempio dell’importanza degli armadilli giganti per il loro habitat.

La notizia dell’ultima scoperta è stata accolta con emozione dal team di Chester Zoo, una delle organizzazioni che hanno contribuito a finanziare le fotocamere e telecamere: «Come zoo che fa seriamente conservazione e scienza della fauna selvatica, siamo entusiasti di svolgere un ruolo nel portare alla luce nuove scoperte affascinanti – ha detto  Scott Wilson, responsabile dei programmi sul campo del Chester Zoo – Quando degli scienziati si impegnano nella ricerca, non c’è alcuna garanzia su quale sarà l’impatto dei loro risultati. Ma le fotocamere ci hanno fornito ulteriori informazioni sulla vita di questi animali misteriosi e questi dati possono informare tutte le future attività di conservazione».

Desbiez conclude: «Questo è un progetto a lungo termine e continuerà a monitorare gli animali nella nostra area di studio. Dobbiamo conoscere i tassi di natalità tra [dell’armadillo gigante] e comprendere la dispersione dei giovani … ci sono così tante domande a cui rispondere».

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