Salute globale, quella dell’uomo è strettamente intrecciata a quella del pianeta
Walter Ricciardi «Una pandemia finisce quando tutti i paesi del mondo non registrano più casi per 40 giorni, ci vorranno anni»
[16 Novembre 2020]
Il Festival della salute globale è stato l’occasione per conoscere e informarsi direttamente sull’attuale situazione sanitaria globale e sulle sue ripercussioni nella sfera ambientale, sociale, economica e culturale. »L’obiettivo – dicono gli organizzatori – è creare sempre più cittadini consapevoli e aperti al sapere, con un’attenzione particolare ai giovani, i professionisti della futura classe dirigente».
Tra gli appuntamenti più attesi, la relazione su “Planetary Health” del 15 ottobre con Walter Ricciardi, professore di igiene all’università Cattolica e consigliere del ministro Roberto Speranza, e Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano che hanno sottolineato come la salute dell’uomo sia strettamente intrecciata a quella del pianeta, Ricciardi ha detto che «Se non curiamo contemporaneamente le condizioni di acqua, aria, clima e alimentazione, questo risponderà portandoci a una estinzione, l’ennesima che si verificherebbe sulla Terra. Dobbiamo essere razionali, capire come curare noi stessi e il nostro pianeta. L’esempio più lampante è dato proprio dall’attuale pandemia: questi virus erano eventi rarissimi in passato, eppure negli ultimi anni ne abbiamo già conosciuti tanti e pericolosi. Siamo entrati in un periodo storico in cui questi virus e queste pandemie saranno sempre più frequenti. Possiamo scongiurare questo tipo di fenomeni sia nel breve che nel medio-lungo termine. Nel primo caso si agisce trovando vaccini e terapie, ma in questo modo non risolveremo il problema, perché col tempo arriveranno nuovi virus e nuove pandemie. Anzi, con questo coronavirus ci è andato anche bene, perché ha una bassa letalità; se con il prossimo virus quest’ultima dovesse essere più alta, i risultati sarebbero disastrosi. Occorrerà quindi, e questo è il secondo punto, elaborare anche strategie di prevenzione per il medio-lungo termine. Gli uomini battono i virus da millenni, ma se i virus imparano, e approfittano delle nostre debolezze, sociali e politiche, potremmo arrivare a delle catastrofi».
Per quanto riguarda il vaccino contro il Covid-19, Ricciardi ha evidenziato che «Dobbiamo aspettare che le dichiarazioni in merito ai vaccini fatte a mezzo stampa trovino conferma nelle autorità scientifiche e regolatorie. Potrebbero anche essere annunci iper ottimistici, legati a particolari strategie comunicative. Sicuramente tutto il 2021 sarà un anno dedicato alla battaglia contro il virus, e speriamo che sia soltanto il 2021. Sappiamo per certo che una pandemia finisce quando tutti i paesi del Mondo non hanno più casi per 40 giorni: ci vorranno degli anni perché questo accada. In questo momento sappiamo che il vaccino ha una buona risposta nella popolazione adulta, ma non in quella anziana. Questo sarà già un buon risultato, ma comunque non sufficiente. L’ottimale sarebbe un vaccino che copra tutte le fasce d’età. E quando l’avremo ci metteremo tutto l’anno per tutte le vaccinazioni. Per i primi mesi del 2021 dovremmo avere almeno due vaccini, forse anche tre o quattro. Questo è un dato già importante, perché significa che avremmo più aziende che possono produrlo e maggiore capacità per la diffusione. Bisognerà anche capire se la loro immunità sia duratura o transitoria. Personalmente sono contrario a rendere obbligatorio il vaccino negli adulti, personale sanitario a parte. Anche nel caso del Covid. E non mi preoccupano i No-Vax: si tratta di una minoranza molto rumorosa ma che non compromette il raggiungimento dell’immunità di gregge. Se questo vaccino sarà obbligatorio o meno, dipenderà da una scelta politica. Abbiamo attivato una serie di misure proporzionate alla circolazione del virus nelle specifiche aree d’Italia. Se queste vengono rispettate, saremo in grado di evitarlo. Se non ci dovessimo riuscire, tutte le regioni diventerebbero rosse, e di fatto il lockdown generalizzato si realizzerebbe nei fatti. C’è ancora la possibilità di evitare un lockdown generalizzato. Ma rimangono validi questi due principi: 1) agire sulla base di dati oggettivi, quei 4/5 indicatori che possono essere comprensibili e monitorati tutti i giorni; 2) le regole vengano rispettate, in tutte le regioni. Abbiamo 2-3 settimane di tempo per valutare cosa avverrà prossimamente: si potrebbe anche decidere di allentare queste misure, o di chiudere ulteriormente. Le feste di fine anno le trascorreremo con prudenza e sobrietà, data l’attuale circolazione del virus ancora intensa. Potremo però riunirci nelle nostre case, ma senza assembramenti e folle, stando attenti ai comportamenti, cercando di abbracciarci e baciarci solo con persone di cui si conoscono gli effettivi comportamenti. Occorre responsabilità e intelligenza. Si continuerà, ad ogni modo, con le misure relative allo spostamento tra regioni in base ai colori, per cui non ci si potrà spostare tra regioni con diversi livelli di gravità».