Solo il 29,5% degli italiani beve acqua del rubinetto, false percezioni nascondono la siccità
Se la crisi climatica continua a questo ritmo, i flussi idrici in Italia si ridurranno del -40% entro il 2080
[9 Febbraio 2023]
La percezione degli italiani sui temi della crisi climatica, l’auto-valutazione dei propri comportamenti per farvi fronte, è ancora molto distante dalla realtà. A documentarlo nuovamente è il Libro bianco 2023 “Valore acqua per l’Italia”, realizzato dall’omonima community creata da The European House – Ambrosetti per rappresentare la filiera estesa dell’acqua nel nostro Paese.
«Abbiamo monitorato, aggiornandoli a un anno di distanza, i paradossi nella percezione dei cittadini italiani sul valore dell’acqua e le abitudini di consumo, per analizzare le variazioni nei loro comportamenti alla luce del contesto di crisi in cui ci troviamo – spiega Valerio De Molli, ad di Ambrosetti – Solo per citarne uno, il cambiamento climatico è la 3° priorità del Paese per i cittadini italiani, ma si conferma un problema ancora lontano dal proprio territorio, anche nell’“annus horribilis” per il clima italiano».
I dati scientifici elaborati dal Cnr confermano infatti che il 2022 è stato l’anno più caldo per il nostro Paese almeno dal 1800, e sappiamo al contempo che sono piovuti circa 50 miliardi di metri cubi d’acqua in meno. «Se non interveniamo subito, nel 2100 avremo un’estate più calda di +8° C. In altre parole, Torino sarà come Karachi, in Pakistan», argomentano da Ambrosetti, aggiungendo che «la carenza di acqua degli ultimi mesi è il risultato di una progressiva riduzione della frequenza delle piogge e dell’aumento degli eventi meteorologici estremi nel Paese. A questo ritmo, i flussi idrici in Italia si ridurranno del -40% entro il 2080».
Eppure, il 72% delle persone sottostima il proprio reale consumo giornaliero d’acqua (220 litri pro capite), anche se al contempo 9 italiani su 10 sovrastimano la propria bolletta: l’88,4% non conosce il costo unitario dell’acqua in Italia, ritenendolo il più delle volte troppo alto.
Questo quando l’Italia è, in realtà, uno dei paesi europei con la tariffa idrica più contenuta (2,10 €/m3): si spende meno solo in Bulgaria, Romania e Grecia, mentre in Danimarca si superano i 9 Euro al m3 e nella vicina Francia il costo è quasi doppio rispetto al nostro Paese.
Al contempo, nonostante il 96,3% degli italiani dichiari di adottare “sempre o talvolta” comportamenti sostenibili, meno di un terzo (29,5%) consuma con regolarità acqua del rubinetto, anche se costa circa 6mila volte in meno (Istat, 2018) rispetto a quella in bottiglia. Di fatto, l’Italia è 1° Paese per consumi pro-capite di acqua minerale in bottiglia nell’Unione Europea (e al mondo).
La speranza, ancora una volta, viene riposta nelle nuove generazioni: «I giovani potrebbero invertire questa tendenza con un 60% di under 30 che già beve senza problemi l’acqua degli erogatori pubblici».